Atmosfera calda nel dopo partita di Caltanissetta. Il tecnico messinese rivela le pressioni sulla partita, i rossoblu rispondono duramente
La sconfitta patita ieri dal Milazzo sul campo della Nissa, lascia strascichi importanti in classifica così come sul piano nervoso per i mamertini, che si trovano ancora in testa ma con il Rosarno e il Trapani ad una sola lunghezza di distanza e l’Avellino a tre, alla vigilia della sfida promozione del Partenio proprio tra i lupi e la squadra allenata da Venuto.
Ma dicevamo della gara di ieri, come già riportato decisa da un rigore realizzato a pochi minuti dalla fine della gara da Crescibene. A rendere incandescente l’atmosfera, dopo quanto accaduto in campo, le dichiarazioni del dopopartita del tecnico dei biancoscudati, Gaetano Di Maria, che pur complimentandosi con il Milazzo, ha sostenuto di avere subito delle pressioni: «E’ stata una settimana difficile. Sono di Messina e mi hanno minacciato – ha commentato il tecnico, – qualcuno lo ha anche sentito durante la partita. Questa vittoria è la risposta a tutto, perché quando si è seri si viene sempre premiati».
Una presa di posizione che ha mandato su tutte le furie la dirigenza rossoblu, che ha risposto oggi attraverso un comunicato: «Non comprendiamo come si possa gettare del fango, in modo gratuito, su una città, società e tifoseria che, con tanti sacrifici e con grande serietà (che sicuramente il Milazzo può insegnare a tante persone compreso lo stesso signor Di Maria), hanno raggiunto traguardi di prestigio per il movimento dilettantistico messinese – si legge -. Non comprendiamo come mai il signor Di Maria non abbia denunciato per tempo e nelle sedi competenti, come dovuto, le telefonate anonime di minacce che afferma di aver ricevuto da persone riconducibili al nostro ambiente. Non comprendiamo neanche cosa ci possa essere dietro simili dichiarazioni, che non appartengono alla cultura del Milazzo e di Milazzo, ma appartengono a ciò che avviene al di fuori dei terreni di gioco, in finali di campionato come questo, esaltanti dal punto di vista sportivo, ma incomprensibili da tanti altri punti di vista. Ieri qualcuno ha pensato di aver spento i nostri sogni…….. Chi crede ciò si sbaglia clamorosamente. Di certo, però, non permettiamo e non permetteremo a nessuno di giocare sulla nostra dignità e sulla nostra immagine, tantomeno al tecnico della Nissa».
