A tre anni dalla morte, si cerca ancora giustizia per Gabriele Sandri

A tre anni dalla morte, si cerca ancora giustizia per Gabriele Sandri

A tre anni dalla morte, si cerca ancora giustizia per Gabriele Sandri

giovedì 11 Novembre 2010 - 19:27

Intanto Autostrade per l'Italia ha dato il via libera al posizionamento di una targa in ricordo del tifoso della Lazio. Tanti gli striscioni che in tutti questi mesi hanno ricordato una ragazzo di 26 anni tragicamente scomparso mentre si trovava in viaggio per seguire la propria squadra del cuore

11/11/2007: sono passati tre anni dal giorno in cui veniva strappato alla vita il tifoso della Lazio Gabriele Sandri, ucciso da una pallottola sparata con l’arma d’ordinanza dall’agente della polizia stradale Luigi Spaccarotella nell’area di sosta di Badia al Pino in direzione Milano. A distanza di ben tre anni, ancora non è arrivata una pronuncia definitva da parte dei giudici. Chiunque creda nella Giustizia, quella vera e davvero uguale per tutti, non può che esprimere ancora una volta solidarietà nei confronti della famiglia del giovane ventiseienne ammazzato mentre stava andando a seguire la sua squadra del cuore in trasferta. Praticamente tutte le tifoserie d’Europa hanno ricordato a più riprese il tifoso scomparso, come testimoniano alcune foto inserite nella photogallery visualizzabile cliccando in basso.

Intanto Autostrade per l’Italia, dopo qualche polemica di troppo, si è dichiarato favorevole al posizionamento di una targa in ricordo di Gabriele Sandri, ma attende l’autorizzazione del prefetto di Arezzo. Lo ha detto Lorenzo Lo Presti, condirettore generale del Servizio al cliente di Autostrade per l’Italia, che ai microfoni di Rtl 102.5 ha spiegato: -Dobbiamo rispettare quelle che sono le norme. Quindi abbiamo dovuto interessare gli organi preposti e in particolare la Prefettura di Arezzo che, fermo restando le sue valutazioni sugli aspetti relativi all’ordine pubblico, ha richiamato una Disposizione di Legge in base alla quale, per le persone decedute da meno di dieci anni, l’affissione di targhe commemorative deve essere oggetto di richiesta al Comune di riferimento e di autorizzazione da parte della Prefettura. Quindi – ha proseguito Lo Presti – e’ stato avviato l’iter e noi siamo fiduciosi, nel rispetto della famiglia, degli amici e di tutto il mondo sportivo che ha manifestato solidarieta’ per questo tragico evento. Abbiamo dovuto seguire l’iter e auspico che a breve possa arrivare questa autorizzazione-.

Ieri sera c’è stata una silenziosa fiaccolata a Roma, davanti alla Bocca della Verità, un luogo altamente simbolico. Centinaia di cittadini con una candela in mano e lo sguardo rivolto verso il cielo: “Quella mano assassina e armata che ha ucciso mio figlio – ha detto Giorgio Sandri – oggi dovrebbe stare dentro la Bocca della Verità e raccontare, dopo 3 anni di bugie e menzogne, la verità di come me l’ha ucciso-. Si legge ancora nel ‘sito ufficiale’: -C’erano le immagini sorridenti di Gabbo appese su una ringhiera, c’era lo striscione del Comitato Mai Più 11 Novembre, promotore di un’iniziativa durata due mesi. Ieri sera in piazza c’erano simbolicamente 25.000 persone, il Popolo di Gabriele, i firmatari della petizione popolare per la targa a Badia Al Pino Est, rappresentato da quelle fiammelle di libertà che nessuno potrà spegnere. Nemmeno un divieto assurdo che ha scosso palinsesti televisivi e redazioni di giornale-.

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