Edilizia, officine, supermercati, ristoranti. 5 denunce, 21 lavoratori in nero - Tempostretto

Edilizia, officine, supermercati, ristoranti. 5 denunce, 21 lavoratori in nero

Edilizia, officine, supermercati, ristoranti. 5 denunce, 21 lavoratori in nero

sabato 31 Marzo 2018 - 05:45
Edilizia, officine, supermercati, ristoranti. 5 denunce, 21 lavoratori in nero

20 ditte controllate, di cui 8 risultate irregolari 4 attività momentaneamente sospese prima che il responsabile abbia regolarizzato i lavoratori in nero e pagato le sanzioni. Ammende totali per oltre 90mila euro

Una serie di controlli ad aziende edili, officine meccaniche, supermercati e ristoranti, sono stati effettuati nelle ultime due settimane nella provincia di Messina. 20 le ditte ispezionate dal nucleo carabinieri ispettorato del lavoro e dai militari dell’arma territoriale, delle quali 8 risultate irregolari. 73 i lavoratori sottoposti a controllo, di cui 21 totalmente in nero.

In 4 casi e’ stato adotatto il provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale, per aver impiegato personale in nero nella misura pari o superiore al 20% di quello effettivamente presente sul luogo di lavoro ma i provvedimenti sono già stati revocati, avendo il responsabile regolarizzato la posizione dei lavoratori in nero e pagato la sanzione amministrativa aggiuntiva.

5 datori di lavoro sono stati denunciati, a vario titolo, per violazioni delle norme di sicurezza nei luoghi di lavoro (mancata formazione ed informazione dei lavoratori, mancata fornitura dei dispositivi di protezione individuale, mancata sottoposizione personale a visite mediche obbligatorie) ed utilizzo di impianti di videosorveglianza per il controllo dei lavoratori a distanza senza autorizzazione dell’ispettorato territoriale del lavoro di Messina.

Le sanzioni amministrative ammontano ad oltre 30mila euro e le ammende ad oltre 60mila euro complessivamente.

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Un commento

  1. L’italia è una repubblica fondata sul lavoro si, ma quello cinese o ad esso assimilabile. Ormai a Messina sono solo un ricordo le produzioni di SMEB, Sanderson agrumaria, i negozi storici di abbigliamento, calzature ecc. ecc. la parola d’ordine (aldilà delle proprie capacità di spesa) è: pagare qualsiasi cosa sempre meno, sia un bene, un servizio un lavoratore perchè accanto a chi vende oggi domani ci sarà un altro che sarà disposto a perderci pur di incassare qualche euro sottraendo clienti al primo facendolo per giunta passare per ingordo per poi magari chiudere bottega comunque . Una spirale che sta facendo perdere dignità al lavoro e che a rotazione sta colpendo tutti.Benvenuti olio tunisino, muratori est-europei,ristoranti a 10 euro

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