Nessun avviso di garanzia ancora ma l'armatore entra nei dettagli della intercettazioni e afferma "Tutela lavoratori primaria per Caronte"
Messina – Nessun avviso di garanzia né richiesta di essere ascoltato, almeno fino a questo momento, da parte della magistratura. Lo precisa Vincenzo Franza sul caso Stagno d’Alcontres, dopo che dall’ordinanza che ha posto ai domiciliari l’ex primario del Policlinico è emerso il suo coinvolgimento su una specifica vicenda, legata all’incidente di un marittimo impiegato sulle navi Caronte & Tourist.
Del “caso Franza” all’interno dell’inchiesta su d’Alcontres, svelato dal nostro giornale subito dopo l’arresto del professore di Chirurgia plastica, è possibile leggere qui, all’articolo qui “Perché d’Alcontres è stato arrestato, le telefonate con Franza).
Oggi a intervenire è Vincenzo Franza, interlocutore di d’Alcontres nelle conversazioni intercettate dai carabinieri della sezione di Polizia giudiziaria, che stanno approfondendo la vicenda sotto il coordinamento della procuratrice vicaria Rosa Raffa. Pur precisando di non essere ancora stato informato dalla Procura di Messina degli accertamenti a suo carico, l’armatore entra nel merito della vicenda e afferma con decisione: la salute dei lavoratori è primaria per Caronte&Tourist. Ecco la sua versione.
La versione di Franza
“C’è una vicenda che mi riguarda personalmente essendo il mio nome citato a proposito di alcune telefonate (verosimilmente intercettate sul cellulare del prof. Stagno) in ordine alle condizioni di salute di un dipendente da Caronte & Tourist Isole Minori – società della quale sono amministratore delegato – che aveva subito un incidente al porto di Lipari durante le manovre di ormeggio del traghetto Nerea ed era stato conseguentemente inviato dal pronto soccorso dell’isola al reparto diretto dallo stesso professor Stagno, dove era stato ricoverato”. Così l’ingegnere Vincenzo Franza sul suo coinvolgimento da parte dell’autorità giudiziaria nel “caso d’Alcontres”, dice Franza a proposito delle carte dell’inchiesta.
Nessun depistaggio
“Il G.I.P. ipotizza che avessi chiamato il primario per chiedergli – in ragione della nostra amicizia, ma anche di asseriti comuni interessi economici legati alla organizzazione di un congresso a Giardini Naxos, che egli stava curando – di formulare una prognosi di guarigione del marittimo che non superasse i 40 giorni (…) chiarisco di non avere mai avanzato richieste al professor Stagno di formulare una prognosi diversa da quella che ritenesse corretta, essendomi limitato a richiedere, oltre a generiche notizie sullo stato di salute, la trasmissione del referto iniziale del pronto soccorso di Lipari, da cui già risultava una prognosi iniziale di 30 giorni. E ciò è tanto vero che lo stesso professor Stagno – per quanto risulta anche dalle stesse notizie di stampa – non ha mai formulato una prognosi contenuta entro tale misura (trattenendo, anzi, in ricovero il paziente per il tempo – ben superiore – di 50 giorni). Peraltro, dopo aver ottenuto il referto di Lipari, non lo contattai più.
Secondo l’A.D. di Caronte & Tourist Isole Minori “non v’è stato, pertanto, alcun depistaggio (neanche tentato) del procedimento per l’incidente Nerea. Non richiesi alcuna diagnosi contraria al vero, né essa fu formulata. Quanto, poi, al presunto rifiuto di consegnare la cartella clinica alla polizia giudiziaria, a parte i motivi che possono averlo determinato, si tratta di decisione della quale non ho saputo nulla prima delle notizie di stampa di questi giorni ed è dunque da escludere che io abbia spinto il primario a tale condotta”.
Nessun convegno sponsorizzato da Caronte
Ciò detto, Franza segnala che “anche quanto si afferma in ordine a miei presunti interessi economici legati a un convegno organizzato dal prof. Stagno è destituito di fondamento. Nessuna delle aziende riconducibili al gruppo Franza ha sponsorizzato (o praticato sconti per) quel convegno, né ha mai messo a disposizione la propria struttura per lo svolgimento del congresso. Né, infine, si è verificato il licenziamento: il lavoratore infortunato venne correttamente sbarcato per infortunio, come previsto dalle vigenti normative in materia. La tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori è – e sempre sarà – un valore irrinunciabile per il Gruppo Caronte & Tourist. Confido pienamente nell’operato della magistratura certo che l’attività degli inquirenti consentirà di fare completa chiarezza sui fatti e di accertare la mia totale estraneità alle condotte contestate”
