Caso Genovese, niente carcere per Francantonio

Caso Genovese, niente carcere per Francantonio

Alessandra Serio

Caso Genovese, niente carcere per Francantonio

martedì 26 Maggio 2026 - 10:25

Accordato lo sconto di pena, il politico messinese verso l'affidamento in prova dopo la condanna Corsi d'oro

Passa la linea dell’avvocato Nino Favazzo e per Francantonio Genovese tramonta il rischio carcere dove scontare la condanna a 6 anni e 8 mesi alla fine del processo Corsi d’oro bis sull’uso dei fondi destinati alla formazione professionale. La Corte d’Appello di Reggio Calabria ha emesso, contestualmente all’ordine di carcerazione per espiazione, un provvedimento di sospensione della pena perché, come sostenuto dal difensore, tra carcerazione preventiva e cumuli con altre condanne, in sostanza al quantum vanno sottratti quasi 4 anni. I 3 anni e poco più di 10 mesi effettivi, quindi, aprono la possibilità all’esponente politico messinese di scontare il residuo della condanna ad una pena alternativa evitando la reclusione in cella, probabilmente l’affidamento in prova ai servizi sociali, ipotesi per cui è già al lavoro il legale.

Corsi d’oro, la condanna

La sentenza su Corsi d’Oro è diventata definitiva a fine aprile scorso. Il verdetto è della Corte d’appello di Reggio Calabria che nel 2025, nell’ultimo stralcio del procedimento, aveva fatto cadere l’accusa di riciclaggio, assolvendo il politico messinese con formula piena (perché il fatto non sussiste) e confermato quel che restava delle imputazioni che vanno dalla truffa aggravata all’associazione a delinquere, frode fiscale e tentata estorsione. Non essendo stata impugnata in Cassazione, quella sentenza è diventata definitiva.

Carcere o affidamento in prova?

“La pena complessiva eseguibile è stata rideterminata dalla Corte di Appello di Reggio Calabria in sei anni, dieci mesi e venti giorni a seguito del riconoscimento del vincolo della continuazione tra i reati del procedimento “Corsi d’oro” e un ulteriore reato fiscale definito nel 2024 con una condanna a un anno e sei mesi” – aveva spiegato l’avvocato Favazzo già a margine della fine del processo d’appello. Il legale aveva precisato che la pena era stata già interamente espiata in regime di affidamento in prova.

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