Ccpm di Taormina, "no al collegamento con il Policlinico di Catania"

Ccpm di Taormina, “no al collegamento con il Policlinico di Catania”

Redazione

Ccpm di Taormina, “no al collegamento con il Policlinico di Catania”

lunedì 12 Gennaio 2026 - 08:00

Il deputato M5S De Luca annuncia che "il ministero della Sanità vuole collegare la Cardiochirurgia pediatrica al Rodolico. Va mantenuta l'autonomia"

SICILIA – Il 29 dicembre è arrivata l’ennesima proroga e l’incertezza permane. Così il capogruppo del M5S all’Ars Antonio De Luca: “Né con il Papardo di Messina, come preventivato dall’assessorato regionale alla Sanità, né con il Policlinico Rodolico di Catania, come prospettato in queste ore dal ministero della Sanità. Il Centro cardiologico pediatrico del Mediterraneo di Taormina (Ccpm) va salvato a tutti i costi ma deve continuare a operare in autonomia per continuare a lavorare benissimo come in questi anni, diventando un’eccellenza del settore e un indiscusso punto di riferimento per tantissime famiglie siciliane, calabresi e non solo. La sanità non scada a una bassa competizione tra città e partiti che spingono per l’una o l’altra soluzione. A noi preme solo che la struttura continui a funzionare bene nel solo interesse dei bambini e delle loro famiglie”.

“Problemi gestionali dall’accorpamento della Cardiochirugia pediatrica con gli ospedali di Catania e Messina”

“Abbiamo appreso – dice De Luca – che il ministero avrebbe subordinato il mantenimento della Cardiochirurgia pediatrica di Taormina a un collegamento funzionale con il Rodolico di Catania, in quanto Dea (Dipartimento di emergenza e accettazione) di secondo livello. È una soluzione che non è ottimale, come non lo era l’accorpamento con il Papardo indicato dalla Regione, perché rischia di creare problemi gestionali. Gli ottimi risultati ottenuti finora dalla Cardiochirurgia pediatrica di Taormina dicono chiaramente che tutto deve rimanere com’è. Non si comprende perché la si debba per forza collegare ad una cardiochirurgia per adulti e soprattutto perché in una prima nota il ministero indicava anche il Papardo come possibile azienda ospitante e, dopo che la Regione lo aveva scelto, adesso il ministero indichi esclusivamente il Dea di secondo livello catanese, sconfessando sé stesso ed evidenziando così la volontà di mascherare una scelta politica con una scelta tecnica”.

“Si vuole favorire un’area politica a Catania?”

“Il governo Schifani, la commissione sanità, la deputazione nazionale e regionale messinese, le famiglie, i sindacati e la società civile tutta – conclude De Luca – hanno il dovere di reagire davanti a una scelta che ha esclusivamente il sapore di voler accontentare l’area politica catanese di riferimento del ministro della Salute (è un tecnico ed è stato proposto come ministro da Fratelli d’Italia, nd.r.). In Italia ci sono ben sette cardiochirurgie pediatriche che operano in autonomia senza essere collegate a nessuna cardiochirurgia per adulti. Non comprendiamo perché questo non possa avvenire anche per Taormina”.

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