Occhi puntati sulla Palazzina di Montalto, malvista “dall’alto” e “dal basso”

Occhi puntati sulla Palazzina di Montalto, malvista “dall’alto” e “dal basso”

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Occhi puntati sulla Palazzina di Montalto, malvista “dall’alto” e “dal basso”

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lunedì 09 Settembre 2013 - 15:52

Alle obiezioni sollevate dal Genio civile si aggiungono quelle del Movimento “Cambiamo Messina dal Basso”. Appello di un architetto al presidente dell’Ordine Lazzari in difesa del territorio

Si infiamma il dibattito sulla realizzazione della palazzina a sei piani nell’area sottostante il Santuario di Montalto. Dopo il via libera del TAR, favorevole all’intervento edilizio nell’area di proprietà della Curia, si è immediatamente mosso il Genio Civile – che ha chiesto l’intervento del Comune e ha scritto una lettera all’Arcivescovo Mons. Calogero La Piana (vedi correlato) – anche dalle pagine del nostro giornale c’è chi, come l’architetto Nino Principato, ha voluto rilanciare una proposta alternativa, per dire no alla cementificazione selvaggia e promuovere la riqualificazione e la valorizzazione di quei luoghi attraverso la realizzazione del Parco urbano.

Sulla vicenda ha deciso di intervenire anche il Movimento “Cambiamo Messina dal Basso”, che in una nota sottolinea come la questione abbia avuto «una vasta eco nell’opinione pubblica e nelle associazioni ambientaliste, già negli anni passati, dal momento in cui si avviò l’istruttoria per l’approvazione del progetto, alquanto controverso e con un iter amministrativo travagliato».

«Era evidente, da subito si legge ancora – l’ennesimo sfregio edilizio, stavolta, ad uno degli angoli più suggestivi e pregiati della città, sul piano storico, paesaggistico ed ambientale» .

Il Movimento approva l’intervento dell’ingegnere capo del Genio Civile Gaetano Sciacca, che ha bocciato il progetto in ordine al rischio idrogeologico ed alla viabilità, e chiede un urgente intervento dell’Amministrazione Comunale, della Sovrintendenza e di tutti gli Enti preposti per porre in essere tutti gli strumenti possibili al di bloccare questa “Speculazione edilizia”. Anche alla Curia, proprietaria del terreno, chiede «di intervenire, per bocca dell’Arcivescovo Mons. Calogero La Piana, uscendo fuori dal silenzio in cui si è trincerata rispetto a questa vicenda, retrocedendo da questa operazione , puramente speculativa, che mortificherebbe lo stesso Santuario di Montalto, che è luogo Sacro altamente simbolico per tutta la città di Messina».

Il Movimento “Cambiamo Messina dal Basso" propone il suo “piano B”: la valorizzazione dell’area, attraverso l’annessione «al sagrato per una fruizione dei fedeli e della cittadinanza tutta, esaltando e contestualizzando la splendida scalinata “Rampa della colomba” che la fiancheggia e che porta al Santuario».

Un appello a salvare la zona di Montalto dall’ennesima colata di cemento arriva anche da un architetto messinese, che si rivolge direttamente al presidente dell’Ordine degli Architetti Giovanni Lazzari.

«Credo sia giunta l’ora – scrive Francesco Cappello – che il nostro presidente, arch. G.Lazzari, cambi veramente registro rispetto al quieto vivere del passato fatto di “osservazioni” troppo spesso accomodanti nei confronti dei vari palazzinari e politici messinesi, che hanno devastato – complici anche alcuni settori del mondo professionale architetti e ingegneri in primis – le colline e la riviera di Messina».

«Adesso solo due rappresentanti delle istituzioni fanno sentire la loro voce per proteggere un luogo simbolo di Messina: l’architetto Nino Principato e l’ingegnere Sciacca oltre alla grande Anna Giordano. Per quanto possa valere mi ci metto anch’io in mezzo a difendere tutto il possibile dalla devastazione».

E la difesa del territorio è l’obiettivo che intende perseguire il Movimento “Cambiamo Messina dal basso”, che annuncia iniziative atte ad una inversione di tendenza nell’attuale gestione territoriale del la città, al fine di garantire una politica ecosostenibile verso il risanamento ambientale ed urbanistico. Riteniamo – conclude la nota – che dal risanamento e da una giusta politica del territorio passi il primo cambiamento». (DLT)

6 commenti

  1. La Curia, pur “dipendendo” da molto in alto, avrebbe dovuto già da tempo cominciare a pensare dal basso, se non altro per seguire i dettami di chi sta sù.

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  2. gabriella galletta 9 Settembre 2013 23:12

    Apprezzo la posizione dell’ingegnere Sciacca che ritengo essere corretta,onesta e libera da interessi personali .Chiedo al movimento”cambiamo Messina dal basso”di rendere pubblico qualsiasi intervento in difesa dell’area interessata affinchè i favorevoli possano partecipare.Mi chiedo infine se la Curia versi in condizioni così precarie da avere la necessità di vendere un’area così vicina ad un luogo sacro.

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  3. scrivete a papa Francesco e fategli sapere come agiscono gli alti prelati Messinesi.

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  4. la verità è che si vogliono spendere quindi incamerare soldini pubblici, percorrendo – corsie preferenziali–

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  5. Oh ma prima o poi il torrente Trapani arriverà a valle

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  6. Egregia Signora Galletta.. “la curia” è un pozzo senza fondo e sempre “ha bisogno” di soldi… è come un aspirapolvere!

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