Affondo da parte del consigliere Dario Carbone sull'immobilismo burocratico
«Nel 2021, in esecuzione delle sentenze definitive del giudice amministrativo, sono stati finalmente demoliti i tre chioschi abusivi storici di Villa Mazzini, ponendo fine a oltre un decennio di contenziosi sull’abusivismo commerciale. Da lì è partito un primo piano di ristrutturazione del giardino storico da 300 mila euro con l’obiettivo di riqualificare le aree verdi e restituirle alla collettività».
Lo sottolinea il consigliere Dario Carbone, che ricorda che, per garantire trasparenza, l’iter era stato poi preso in carico dalla Patrimonio Messina, «che nel giugno 2024 ha pubblicato un Avviso Pubblico per la concessione di suolo pubblico per l’installazione e gestione di chioschi a Villa Sabin, Villa Mazzini e nella Villetta di Ponteschiavo, con manufatti a totale carico e spese del concessionario».
Due anni di silenzio e nessuna aggiudicazione
Nonostante l’arrivo dei riscontri da parte degli operatori del settore, le procedure si sono totalmente fermate. «All’esito dell’avviso sono pervenute 5 offerte e nel novembre 2024 si è insediata la Commissione Giudicatrice. Da allora, il nulla».
Un vuoto operativo che dura ormai da diversi mesi e che viene denunciato con forza: «A distanza di oltre due anni dall’avviso e di quasi due anni dall’insediamento della Commissione, non è stata resa nota alla città e al Consiglio Comunale nessuna informazione ufficiale: nessun esito, nessuna aggiudicazione, nessun contratto firmato, nessun cantiere aperto».
Le richieste di chiarimento all’Amministrazione
Criticando duramente il ritardo accumulate dagli uffici competenti, l’interrogazione sottolinea come si tratti di «una stasi procedimentale inaccettabile, in aperto contrasto con i principi di buon andamento, efficacia e tempestività dell’azione amministrativa previsti dalla Legge 241/90. Un ritardo che penalizza sia i 5 operatori economici che hanno creduto nell’avviso, sia i messinesi, privati di servizi essenziali di ristoro, sicurezza e aggregazione nelle ville».
Per queste ragioni si chiede di sapere con urgenza qual è ad oggi l’esatto stato dell’iter istruttorio gestito da Patrimonio Messina S.p.A. e se la Commissione insediatasi a novembre 2024 abbia concluso i lavori, per quali ragioni non si è ancora giunti alla stipula delle concessioni e all’avvio dei cantieri e quali criticità hanno determinato questo ritardo, qual è l’esito delle 5 offerte, chi sono gli aggiudicatari e se ci sono lotti rimasti deserti, qual è lo stato di avanzamento per le strutture di ristoro previste nella riqualificazione del Parco Aldo Moro e di Villa Dante e, infine, qual è il cronoprogramma certo per la firma delle concessioni, la consegna delle aree e l’apertura effettiva dei chioschi.
Carbone chiude infine ribadendo che «non possiamo permettere che le nostre ville, dopo essere state liberate dall’abusivismo, restino abbandonate e senza servizi per l’inerzia burocratica. La riqualificazione del verde pubblico passa anche da presidi vivi e controllati».

