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“Chiude il liceo del Don Bosco. Amarezza per una resa annunciata”

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“Chiude il liceo del Don Bosco. Amarezza per una resa annunciata”

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venerdì 21 Febbraio 2020 - 07:50
“Chiude il liceo del Don Bosco. Amarezza per una resa annunciata”

Da un genitore di un ex alunno del don Bosco riceviamo questa lettera che racconta anche come un paio di anni fa si provò a scongiurare il peggio

Gentile direttore, con amarezza e anche dolore ho letto la notizia relativa alle decisioni assunte dalla dirigenza dell’Istituto Don Bosco di chiudere il Liceo. Non è un buon momento per le paritarie, questo è un dato di fatto, non solo perché le istituzioni pubbliche hanno ridotto l’entità dei finanziamenti, ma anche e soprattutto perché si tratta di un settore che forse ha avuto e continua ad avere difficoltà a interpretare i cambiamenti sociali in atto.

Tempi di crisi

Le scuole paritarie in poco tempo si sono ritrovate a operare da un ambito di regime protetto (con finanziamenti adeguati da parte dello Stato), a uno semiprotetto (con finanziamenti sempre più ridotti) sino ad arrivare alla odierna situazione di quasi totale azzeramento dei fondi pubblici. In tale contesto, nel quale è l’intero sistema di welfare a subire profonde trasformazioni, l’unica cosa da fare è prendere atto dei cambiamenti e mettere in piedi azioni tese a fronteggiare i problemi con nuovi, moderni ed efficaci strumenti. Opere sociali come le scuole paritarie, soprattutto quelle nate in ambito ecclesiastico, oggi devono accettare le sfide provenienti da una società dai meccanismi sempre più complessi, invece di rimanere impermeabili alle sfide poste dalla realtà.

4 anni si provò a salvare il liceo

L’amarezza e il dolore cui accennavo all’inizio sono generati dal profondo legame con la scuola che i miei figli hanno frequentato per tanti anni, dall’asilo sino alle medie, e dove mi sono impegnato attivamente prima da vicepresidente e poi da presidente del Consiglio d’Istituto. Conosco bene i problemi che affliggono la scuola e proprio per questo motivo, quattro anni fa, anche su sollecitazione dell’allora direttrice, con alcuni genitori avanzammo la proposta di una cogestione dei licei che avrebbe consentito all’istituto di liberarsi di parte delle incombenze amministrative e finanziarie e di godere delle competenze di professionisti in vari ambiti. Per l’affetto e il legame con la scuola eravamo intenzionati ad assumerci tale rischio per scongiurare la chiusura di una istituzione che tanto ha contribuito alla formazione e alla educazione dei giovani di Messina.

Una resa annunciata

Dopo aver condotto un’analisi approfondita della situazione economica e finanziaria, elaborammo un business plan dettagliato (che purtroppo è rimasto confinato nell’hard disk del mio portatile) e, dopo alcune riunioni con i docenti, presentammo la nostra proposta di cogestione della scuola. Purtroppo gli sforzi profusi non sortirono nessun effetto e, senza alcuna spiegazione, venne declinata la nostra proposta di un aiuto concreto. Forse anche i docenti allora mancarono di coraggio. Se questo progetto fosse andato in porto magari oggi, forse, avremmo raccontato una storia diversa. Mentre ci tocca assistere allo scontato epilogo di una resa annunciata da tempo.
Cordialmente Nicola Curro’   

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