Slow Medicine arriva in Sicilia. Primo appuntamento al “Papardo”

Slow Medicine arriva in Sicilia. Primo appuntamento al “Papardo”

Slow Medicine arriva in Sicilia. Primo appuntamento al “Papardo”

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martedì 20 Settembre 2016 - 15:03

L'Azienda Ospedaliera è capofila regionale del progetto. L'obiettivo è quello di cambiare il modo di fare medicina e assistenza sempre più spesso frettolosa, troppo poco attenta alle parole dei pazienti, troppo generosa nel prescrivere esami, farmaci e procedure assistenziali

Slow Medicine arriva in Sicilia. L'Azienda Ospedaliera Papardo di Messina rappresenta la Regione Sicilia nel progetto “Fare di più non significa fare meglio” promosso in Italia dal movimento nazionale Slow Medicine. Nato nel dicembre del 2012 da parte di un gruppo di professionisti sanitari e cittadini, l'idea che i fondatori di Slow Medicine condividono è che cure appropriate e di buona qualità e un'adeguata comunicazione fra le persone riducano i costi dell'organizzazione sanitaria, riducano gli sprechi, promuovano l'appropriatezza d'uso delle risorse disponibili, la sostenibilità e l'equità dei sistemi sanitari e soprattutto migliorino la qualità della vita dei cittadini. L'obiettivo è quello di cambiare il modo di fare medicina e assistenza sempre più spesso frettolosa, troppo poco attenta alle parole dei pazienti, troppo generosa nel prescrivere esami, farmaci e procedure assistenziali. Così come sostiene JeanLouis Aillon (portavoce della Rete Sostenibilità e Salute) "chi vive in regioni ad alta intensità prescrittiva sperimenta livelli di sopravvivenza peggiori di chi vive in regioni a bassa intensità prescrittiva.

Mercoledì 21 settembre, inizio ore 9,00, si terrà presso l'auditorium dell'AO Papardo a Messina, Azienda capofila in Sicilia del progetto Slow Medicine, il primo appuntamento del progetto in Sicilia. L'importante iniziativa ha ottenuto il patrocinio nazionale di Slow Medicine. Nell'occasione saranno presentate “Le proposte delle 5 pratiche a rischio inappropriatezza in Reumatologia in Sicilia”.

Il programma prevede dopo il saluto delle autorità, l'avvio dei lavori con l'intervento di Paolina Reitano direttore sanitario dell'AO Papardo, di Giacomo Nicocia Responsabile del Governo Clinico dell'A.O. Papardo nonché responsabile scientifico del Progetto “Fare di più non significa fare meglio. Pratiche ad alto rischio di inappropriatezza in Sicilia”.

A seguire la relazione del Presidente dell'Ordine dei Medici della Provincia di Messina Giacomo Caudo che

parlerà del ruolo strategico del medico di Medicina Generale nell’appropriatezza diagnostico terapeutica; la lettura magistrale sulle “Linee di indirizzo su spondiloartriti e connettivi” di Giovanni Triolo Ordinario di Reumatologia Università degli Studi di Palermo, Gruppo Italiano di Ricerca in Reumatologia clinica e sperimentale (GIRRCS). Il programma prevede inoltre le raccomandazioni in Slow Medicine, argomento che sarà trattato da Domenico Colimberti, cofondatore del movimento in Italia e responsabile per la Sicilia, attualmente Direttore Sanitario presso Villa Serena a Palermo.

Le linee di indirizzo nell'artrite reumatoide saranno trattate da Aldo Molica Colella, Responsabile UOS di Reumatologia al “Papardo”, Consigliere nazionale del Collegio dei Reumatologi Italiani. Romina Gallizzi, Ricercatrice del Dipartimento dell’età evolutiva presso l'Ambulatorio di Reumatologia Pediatrica dell'Azienda Ospedaliera Universitaria di Messina, discuterà delle linee di indirizzo in reumatologia pediatrica.

Al termine delle relazioni si terrà una discussione plenaria sulla proposta delle cinque pratiche inappropriate in Reumatologia da parte del board scientifico, successivamente le considerazioni conclusive e la compilazione dei questionari ECM (sono 5.5 i crediti previsti). Si tratta del primo di una serie di appuntamenti che l'Azienda Ospedaliera ha intenzione di organizzare a Messina ed in Sicilia. L'obiettivo del progetto che vede capofila il “Papardo” è quello di porre al centro il cittadino, evitando prestazioni superflue, inappropriate ed a volte dannose per la salute.

I risultati del progetto in Sicilia saranno poi comunicati ai cittadini.

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