“Colors in the dark”. Se fosse più di un quadro ciò che guardi? FOTO  - Tempostretto

“Colors in the dark”. Se fosse più di un quadro ciò che guardi? FOTO 

Emanuela Giorgianni

“Colors in the dark”. Se fosse più di un quadro ciò che guardi? FOTO 

sabato 14 Maggio 2022 - 03:25

Al Teatro dei 3 Mestieri, il terzo appuntamento del ciclo di mostre “Espressivamente”. Protagoniste le opere di Alessio Crisafulli, conosciuto come “Taimo”

Dal 25 marzo, il Teatro dei 3 Mestieri fa della sua suggestiva atmosfera la cornice perfetta per “Espressivamente”. Il ciclo di mostre, curato da Dania Mondello, celebra ogni due settimane l’opera di diversi artisti siciliani e non solo, estremamente talentosi e ancora troppo poco conosciuti.

Sembra di addentrarsi, accompagnati da un aperitivo organizzato dal Teatro, in un luogo fuori dallo spazio e dal tempo, dove l’arte vive e respira.

Colors in the dark

Dopo la mostra “Quisquilie” di Martina Camano, e “U.S. Ultima spiaggia” di Riccardo Orlando, il protagonista, adesso, è Alessio Crisafulli, conosciuto come “Taimo”, con la sua mostra “Colors in the dark. Una mostra che ha un’anima forte e piena di sfaccettature.

Non appena si entra a Teatro una serie di quadri astratti dai colori intensi attirano l’attenzione. Ma l’artista avvisa subito gli osservatori: “I quadri non vi hanno ancora detto nulla”. Sarà lui, infatti, a guidarci nella loro conoscenza. Ma, se non fosse solo un quadro ciò che stiamo guardando?

Quadri che si rivelano pian piano

Se i quadri alla luce naturale hanno tutto un aspetto, non appena cambiano le luci si rivelano diversi. Accendendo o spegnendo le luci, mostrano infinite nuove forme, tonalità, immagini; accentuano alcune sfaccettature per attenuarne altre, diventano delle opere totalmente nuove.

“Mi sono sempre chiesto se l’opera d’arte potesse darci qualcosa di più della semplice visione specifica con cui si presenta. Con le tecniche tradizionali mi sentivo, però, limitato a poterlo esprimere. Da questo limite ho iniziato la mia ricerca artistica, ricerca sui colori, sulle luci e, soprattutto, sul buio” dichiara l’artista.

L’arte, per Taimo, non è semplice tecnica creativa o visiva, ma è comunicazione, interazione con il mondo, disvelamento anche di ciò che è più nascosto e profondo. I suoi quadri, perciò, si lasciano conoscere poco a poco, e poco a poco si rivelano. Come le persone.

Quadri come persone

È tramite questa metafora della conoscenza umana nei suoi legami interpersonali che l’artista spiega la sua opera. I suoi quadri, come le persone, si rivelano via via che la conoscenza diventa più profonda; non a tutti mostrano le stesse caratteristiche; non a tutti o in tutte le situazioni lasciano uscir fuori ciò che proteggono nei meandri della loro interiorità. Ma quando lo fanno, quando liberano anche quei toni più bui di se stessi il risultato è di una profondità incredibile. Il legame che si crea è indissolubile. Tale è il legame creatosi alla mostra tra le opere e i loro fruitori, fortunati a prender parte ad una mostra che è un po’ un rito magico di scoperta di sè. Un rito che si compone di parti, di visioni diverse.

Le 4 visioni

La prima visione dei quadri è con la luce naturale, quella con la quale si osserva ogni quadro. È come il primo incontro tra due persone, in cui ci si presenta, creandosi delle opinioni di impatto, delle prime impressioni.

La seconda vede comporsi la luce naturale con la luce ultravioletta. Rappresenta il secondo appuntamento, quando si desidera farsi conoscere sul serio, mostrarsi più a fondo.

Per la terza visione, le luci si spengono, la visione è più intima. E al buio si aggiunge la luce ultravioletta. I quadri, come le persone, si mettono a nudo. È il momento in cui vogliamo superare i muri, abbattere le resistenze, svelandoci all’altro nella nostra autenticità, scoprendo aspetti di noi che neanche pensavamo di avere.

La quarta visione, infine, è completamente al buio. È una visione ancora più personale, è il rivelarsi di quella parte di noi della quale, a volte, non diamo conto neanche a noi stessi. Trova la forza di farsi vedere solo quando siamo completamente soli, nelle notti che non raccontiamo quasi a nessuno.

Le luci che cambiano ci danno il permesso di addentrarci sempre più nell’anima del quadro, che è, inevitabilmente, la stessa del suo creatore. Anima che si compone anche di immagini nascoste o messaggi difficile da decriptare. Perché non tutto, perfino nella conoscenza più profonda, va sempre rivelato.

Le foto non rendono giustizia. La mostra è visitabile fino al 26 maggio, dal lunedì al venerdì dalle ore 16.30 alle ore 20.00.

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