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Adis e Legambiente: «Su tram e bus condotta incosciente per creare danno»

Adis e Legambiente: «Su tram e bus condotta incosciente per creare danno»

venerdì 02 Novembre 2018 - 08:49
Adis e Legambiente: «Su tram e bus condotta incosciente per creare danno»

L'associazione Adis e Legambiente dei Peloritani hanno siglato un documento di analisi e commento sull'attuale situazione del trasporto pubblico in città dopo le prime scelte messe in campo dall'amministrazione De Luca. Totalmente negativo il giudizio, sia per gli effetti immediati che ci sono stati, sia in prospettiva futura

Una lunga riflessione sulle scelte dell’amministrazione De Luca in tema di trasporto pubblico locale. Dal tram, alle troppe modifiche di un piano di esercizio che chiaramente non ha funzionato, fino ai fondi Cipe che Messina in questo modo perderà, l’associazione Adis di Giuseppe Frisone e Legambiente dei Peloritani presieduta da Giovanni D’Arrigo esaminano l’attuale situazione dei trasporti in città.

«In generale il trasporto pubblico locale è un sistema complesso, strutturato su varie modalità e reti di trasporto che operano su ambiti territoriali differenti in termini di bacino, di caratteristiche insediative e di assetto dell'offerta al fine di soddisfare i fabbisogni di mobilità della popolazione, assicurare l'abbattimento dei livelli di inquinamento atmosferico ed acustico, l'aumento dei livelli di sicurezza del trasporto, l'incremento della capacità di acquisire fasce di utenza. A queste caratteristiche risponde il tram, l'unico mezzo ad impatto zero sull'ambiente ed in grado di contribuire alla sostenibilità della crescita urbana e in condizione di assumere il ruolo centrale in un sistema concepito come colonna portante di tutte le componenti della mobilità. Un servizio di trasporto reso efficiente, veloce e puntuale grazie alla sede viaria protetta mentre i bus restano invischiati nella quotidiana paralisi del traffico cittadino. Un sistema tramviario che, nonostante il tracciato sia stato dirottato in parte su un bacino marginale, ha acquisito in quindici anni, con una dinamica in progressiva crescita, quote ampie di mercato del trasporto pubblico. Godendo dell'apprezzamento dei cittadini, il sistema poteva essere soltanto potenziato e migliorato.

Questo buon momento dell'Azienda Trasporti pare interrotto bruscamente il 25 giugno 2018, quando il Sindaco De Luca, appena insediatosi, decide di intervenire a gamba tesa sull'ATM, producendo effetti devastanti sul servizio al punto che in una settimana è riuscito a vanificare il buon lavoro fatto negli anni precedenti passando dai 58 mezzi che erano in linea ai 48 di oggi. Ma ciò sulla carta, perché ogni giorno l'Azienda Trasporti comunica alla Città attraverso il proprio sito web la soppressione momentanea di corse per mancanza di conducenti. Ciò accade perché il 16 Agosto il Sindaco, tramite il CDA dell'ATM, lascia a casa 44 autisti di linea assunti a tempo determinato tramite agenzia interinale, provocando un altro disastro, senza che a tutt'oggi sia stata fatta una procedura di sostituzione degli autisti interinali. A questa sciagura ha contribuito non poco il nuovo Consiglio di Amministrazione dell'Azienda che ha approntato un piano di esercizio molto lacunoso che crea disagi e non risponde alle esigenze di mobilità dei cittadini che hanno già abbandonato il mezzo pubblico per servirsi di altre modalità. Per il Presidente dell'Atm Campagna è il massimo consentito a causa di una elevata esposizione debitoria. Dalla enorme quantità di dichiarazioni rilasciate in merito, la sensazione è che si vuol rendere più aspro ed esagerato il problema dei debiti. Neanche l'ATAC di Roma con 1 miliardo e 300.000 euro di debiti, pronta per il fallimento, ha tolto una sola corsa del programma di esercizio. E' stata soppressa solo la linea 34 ma per lavori sulla linea. In controtendenza, si registra un maggior afflusso di cittadini sul tram al punto che da qualche mese, anche nelle ore di "morbida", parecchie persone rimangono alla fermata in quanto non riescono a mettere un piede sulla vettura perché stracolma. Questi sono momenti per fare i blitz anziché una notte di domenica del mese di agosto.

Non è esente da colpe neanche l'esperto Leonardo Russo al quale è stato conferito l'incarico per la redazione di un nuovo Piano del Trasporto Pubblico Locale con un costo per le casse comunali di € 19.000. Un Piano che punta solo sul gommato e che ha stravolto tutto, compresa la numerazione delle linee per la quale non si avvertiva alcuna necessità. Chiediamo all'ingegnere Russo se in questi ultimi anni ha vissuto a Messinaperché, se conoscesse la viabilità cittadina, non avrebbe usato la denominazione" Shuttle" ma un termine più appropriato come lentobus. Lo stesso esperto, due anni fa, in un salone di Palazzo Zanca, aveva illustrato un nuovo piano del trasporto pubblico che scommetteva sulla efficacia del tram e sul suo potenziamento. Adesso, per ordine di scuderia, cambia il progetto e si affida ad una idea bizzarra e difficilmente attuabile. All'ingegnere Russo, auguriamo di uscire presto da questa crisi mistica e che la coerenza torni in lui. Meno appariscente appare l'Assessore Mondello, anche se nelle sue poche uscite. Con una nuova sortita il Sindaco ci prospetta un nuovo sistema di trasporto basato sul tram ma su un percorso diverso (e qui potremmo essere d'accordo) o sul filobus senza corsia protetta. Ma qui il Sindaco non ha chiaro che la sede promiscua rende vulnerabile la regolarità del servizio.

Smantellare l'attuale sistema tranviario resta sempre una idea abnorme, senza alcuna logica, insensata, come se una tempesta si fosse sviluppata nella sua mente. Ma quello che ci inquieta di più è la perdita del finanziamento CIPE di 11,4 milioni più altri 4 milioni provenienti da altra fonte destinati al recupero dei tram guasti, ad interventi sulla linea, alla semaforizzazione intelligente per dare priorità al tram, alla manutenzione straordinaria dei tram attualmente marcianti. Perderli sarebbe un danno imperdonabile non giustificabile davanti alle autorità preposte. Nel frattempo una mano occulta, ha bloccato i documenti richiesti al Comune per la erogazione di questo finanziamento. La Città oggi può vantarsi di un mezzo sicuro, rapido perché viaggia su corsia protetta, puntuale, massivo, apprezzato dagli utenti, ad impatto zero sull'ambiente con un risparmio di oltre 2,7 tonnellate l'anno di inquinanti che si depositerebbero nei polmoni dei messinesi se al posto del tram circolassero gli autobus agasolio. L'unica vera opera finanziata dall'Unione Europea cui dovremmo dire: "scusate dobbiamo distruggere l'infrastruttura che appena vent’anni fa ci avete finanziato". Anche per questo non riusciamo a comprendere questa ossessione e avversione del Sindaco verso il tramche quasi ogni giorno non perde tempo per screditate l'intero sistema forse perché in campagna elettorale lo ha promesso a qualche categoria o associazione. Invece di fare fantapolitica perché non propone, insieme al suo collega di Palermo, un incontro all'Assessorato Regionale dei Trasporti per un aumento del contributo regionale sul chilometro percorso, considerato che in Lombardia e Lazio viene pagato ad oltre 10 euro al chilometro. Con un successivo documento dimostreremo come i 5 milioni di perdita prodotti dalla struttura tranviaria siano l'ennesima bufala del Sindaco e lo faremo con un elenco sintetico dei principali costi e ricavi che compongono il conto economico.

L'idea di smantellare il tram, il mancato invio dei documenti richiesti per la erogazione dei finanziamenti di € 15.400.000 la perdita di € 5 milioni hanno tutti un comune denominatore: una condotta incosciente e immotivata per arrecare un enorme danno alla città. E non rimanga insensibile all'indignazione che in questi giorni manifesta la città per questa persecuzione esasperante nei confronti del tram. Possiamo tranquillamente dire che in questa volontà il Sindaco sta rappresentando solo se stesso e quelle centinaia di fans che gli stanno vicino ma non la Città. Prenda atto il Sindaco che oggi sui mezzi che svolgono il collegamento a pettine viaggiano pochissime persone segno inequivocabile della inaffidabilità del servizio e con ricorso sempre maggiore all'uso del mezzo privato. A questo punto, diventa improcrastinabile pianificare una serie di interventi nella caotica viabilità cittadina che diano slancio al TPL, Trasporto Pubblico Locale, e che prevedono di liberare le strada dal traffico facendo circolare meno auto e trasferire così la mobilità urbana dal mezzo privato al mezzo pubblico che non può essere approcciato e prodotto come servizio residuale oltre a produrre effetti sull'ambiente con l'obiettivo irrinunciabile di liberare i polmoni dei cittadini dagli inquinanti. Riuscirà l'Assessore Mondello a tramutare in atti concreti quanto è stato già fatto in tutte le città d'Italia, cioè supportare l'ATM con una viabilità di privilegio per il mezzo pubblico soprattutto con la creazione di corsie preferenziali ed il rispetto di quelli esistenti che si tradurrebbe in una migliore produttività ed un considerevole risparmio dei costi di rotolamento.

Caro Sindaco nel resto d'Italia funziona così ed è frequente il ricorso a finanziamenti per la realizzazione di nuove linee tramviarie. Speriamo che possa trovare posto nella sua intraprendenza politica la visione di amministrare non più un piccolo centro come Fiumedinisi, o un centro medio come Santa Teresa di Riva ma finalmente una metropoli sino a pochi anni fa di 250.000 abitanti».

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