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Via alla maratona d’aula sul Salva Messina: servizi sociali e partecipate

Francesca Stornante

Via alla maratona d’aula sul Salva Messina: servizi sociali e partecipate

lunedì 19 Novembre 2018 - 14:20
Via alla maratona d’aula sul Salva Messina: servizi sociali e partecipate

In questo primo giorno di esame della commissione Bilancio delle delibere del Salva Messina dibattito sui temi caldi del pacchetto di atti proposti da De Luca. La commissione però scelto di bocciare tutti gli atti per rinviare ogni discussione al consiglio comunale

La settimana del Salva Messina è iniziata. Il cammino delle 31 delibere sembra lunghissimo, i lavori della commissione Bilancio che si è aperta questa mattina dovranno necessariamente andare avanti a oltranza, prima di andare in consiglio tutte le delibere dovranno passare al vaglio della commissione, ma è ovvio che il dibattito non potrà approfondire e sviscerare tutti i dettagli di questa montagna di atti che fino a venerdì terranno amministrazione e consiglieri tra gli scranni dell’aula consiliare.

Questa mattina è toccato a uno dei nodi caldi di questo Salva Messina: i servizi sociali. Il sindaco De Luca, prima di entrare nel merito delle sei delibere presentate per rivoluzionare i servizi sociali, ha detto all’aula che tutti gli atti confezionati dalla giunta sono indispensabili per quel piano di riequilibrio che si dovrà rimodulare venerdì e dunque i margini di azione rispetto al pacchetto completo sono davvero pochi. In pratica il sindaco punta a incassare ancora una volta un sì pieno dell’aula su quella che è un’azione politica e amministrativa molto vasta e che incide profondamente sull’assetto delle partecipate, dei servizi sociali, della macchina comunale.

Delle sei delibere che riguardano i servizi sociali in aula oggi ne sono arrivate quattro e alla fine del dibattito la commissione ha deciso di mandarle consiglio tutte con un parere negativo. Una bocciatura frutto dell’astensione dei cinque componenti dei 5Stelle, dei tre consiglieri Pd Antonella Russo, Felice Calabrò e Gaetano Gennaro e dei consiglieri del centrodestra Scavello e La Fauci.

Le delibere passate in rassegna oggi sono state quelle che contengono lo studio tecnico finanziario e l’internalizzazione dei servizi sociali, la task force per la mappatura dei bisogni, la costituzione della nuova Agenzia Messina Social City e i criteri di transito del personale dalle cooperative all’agenzia.

«Tutte le trattative nei tavoli concertativi hanno portato alle cinque delibere più quella che contiene la sintesi finanziaria. La mappatura prevede una strategia che coinvolge Asp e sindacati, si riscriveranno i servizi sociali. La scelta di costituire un’agenzia è stata dttata dalla necessità di individuare lo strumento per internalizzare i servizi e questo modello giuridico è stato identificato come il più consono per le nostre esigenze» ha spiegato all’aula il sindaco De Luca.

Poi uno dei temi più delicati di questa partita: i lavoratori. De Luca ha spiegato che su questo fronte il lavoro è stato svolto dalle organizzazioni sindacali e si concentra sull’art. 37 che prevede la salvaguardia occupazionale nei cambi appalto, così come accaduto per 30 anni tra le cooperative. «Questo presuppone dei confini che sono stati tracciati nell’ambito della concertazione. Bisogna fare una fotografia della situazione attuale, poi si pone il tema delle figure che hanno svolto servizio di sostituzione o di chi si è trovato fuori negli anni a seconda delle stagioni politiche. Si farà una long list per evitare di mischiare situazioni giuridiche diverse, ma allo stesso tempo per non lasciare fuori chi nel tempo è stato penalizzato. Abbiamo chiesto alle organizzazioni sindacali gli estratti contributivi dei 510 lavoratori attualmente impiegati. Gli altri saranno inseriti nella long list che servirà per coprire i pensionamenti e qualsiasi altra carenza che emergerà dalla rimodulazione dei servizi».

Sul piano della convenienza economica di questa strategia, De Luca ha spiegato che lo studio tecnico sull’internalizzazione dimostra un vantaggio per l’ente. Emerge che c’è un’economia importante che deriva dal costo base delle risorse umane. C’è una differenza tra il costo che viene messo a gara. Se si risparmiano 2 milioni l’anno si conferma la bontà della scelta di procedere con la internalizzazione del servizio.

«Questa operazione ha un valore importante, vale 7 milioni per il piano e ci economie derivanti da cambio modello organizzativo. Utilizzando i fondi extra bilancio in strategia sostitutiva e non aggiuntiva noi liberiamo 7 milioni dal bilancio. I servizi sociali saranno finanziati con 12 milioni da bilancio e 7 extra bilancio. I primi tre anni saranno difficili nonostante ci siano le coperture per garantire servizi, dal quarto anno registreremo un netto miglioramento».

Tante le domande poste dai consiglieri. Cristina Cannistrà dei 5Stelle ha messo in luce la particolarità dei fondi extra bilancio che per propria natura sono fondi che richiedono la programmazione concertata con il distretto, come la 328 per esempio. E poi quale tipo di cotnratto sarà praticato all’interno dell’Agenzia? I costi sono effettivamente stati conteggiati e confrontati?

Sulla sostenibilità economica anche Alessandro Russo che ha chiesto al sindaco maggiori garanzia proprio su quella fetta di fondi extra comunali che andranno a rappresentare una fonte importante per la copertura dei servizi sociali comunali.

Sui lavoratori invece tanti gli interventi mirati soprattutto alla tutela di quei lavoratori che nel tempo sono rimasti fuori dalle cooperative e dai servizi. Con la proposta dirompente di Sorbello che ha invocato il concorso pubblico per evitare discriminazioni e corsie preferenziali.

Il sindaco però è stato chiaro: «Ci sono norme contrattuali ben precise. O si fa una scelta di concorso pubblico o si cercano meccanismi di salvaguardia. Se la scelta è quella di valorizzare e non disperdere professionalità di un territorio molto variegato allora ci dobbiamo muovere nell’alveo dell’articolo 37. La long list è necessaria perché il recinto dell’art 37 è ben definito. Rischiamo di inficiare l’intero bacino di riferimento se non facciamo delle differenze. L’importante è buttare fuori la politica dai servizi sociali».

Poi Antonella Russo ha chiesto la natura dell’agenzia, ha chiesto se sia possibile un mix di dipendenti privati e di dipendenti pubblici, ha chiesto che tipo di controllo giuridico si riserva il Comune. E Nello Pergolizzi, tornando sull’art 37, ha chiesto di fissare la data di riferimento per la fotografia del personale per evitare nuove assunzioni che potrebbero avvenire nel frattempo.

Pronta la riposta del sindaco: «Non abbiamo ancora messo nulla, la data si pone alla fine, ci si muove nell’ambito dell’art 37. Lo statuto lo dobbiamo rifinire, ho chiesto aiuto anche all’aula, è un ente economico perché prevede fatturazione compartecipazione utenti. Si applicherà il controllo analogo. L’Agenzia nascerà con 10 mila euro capitale sociale».

Nel primo pomeriggio è iniziato l’esame degli atti che riguardano le altre partecipate e il copione non è cambiato.

La commissione ha deciso di bocciare e di mandare in consiglio con parere negativo le delibere che contengono la modifica dello Statuto Amam e il pacchetto delle tre delibere che riguardano MessinServizi.

In corso il dibattito sulla liquidazione dell’Atm e sulla costituzione della nuova Spa.

Francesca Stornante

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Un commento

  1. bocciano in commissione e voteranno, la qualsiasi , in Consiglio… apposto così!
    facciamo, diciamo, creiamo… è cu quali soddi??? …il piano di riequilibrio? acquaaa

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