Messina. Il consigliere comunale parla di incarichi "monstre" e sospetti di favoritismi
MESSINA – Esplode il caso dei compensi extra erogati dall’Atm a una ristretta cerchia di dipendenti. Il consigliere comunale del Partito democratico Alessandro Russo ha inviato una nota al nuovo amministratore unico dell’azienda trasporti, l’avvocato Piero Cami, chiedendo verifiche urgenti su cifre che definisce “ragguardevoli” e sulle tempistiche dei pagamenti, avvenuti proprio alla vigilia della scadenza elettorale di maggio.
L’accusa: incarichi d’oro a pochi soliti noti
Secondo quanto denunciato da Russo, i documenti resi pubblici da pochi giorni mostrano un sistema di premi e incarichi liquidati nei primi mesi del 2026, ma riferiti ad attività dello scorso anno. Il consigliere sottolinea come destino “particolare sorpresa i compensi concessi da Atm a propri dipendenti” che, sebbene relativi a pochi mesi di lavoro, “assommano a ragguardevoli cifre di centinaia di migliaia di euro complessivamente”.
A finire sotto la lente è soprattutto la mancata rotazione del personale. Russo fa notare come sia evidente “il reiterarsi di identici nominativi aziendali che sono stati destinatari di incarichi tra rup, dec, direzione lavori e assistenze a tali figure. Una quantità di compensi che sono stati riconosciuti a dipendenti che ritornano in rapida sequenza, anche più volte in un anno, anche per pochi mesi”.
Il sospetto sollevato è che si siano create delle vere e proprie “riserve di fedelissimi” premiate dalla precedente gestione. “Ci si deve domandare – scrive il consigliere – se in Atm non siano presenti altri dipendenti, aventi pari qualifiche e mansioni, che avrebbero potuto altrettanto essere individuati per svolgere gli incarichi, magari operando una corretta e opportuna scelta di rotazione”.
Due pesi e due misure tra vertici e autisti
Il documento mette in luce un forte contrasto tra i benefici concessi ai quadri aziendali e il trattamento riservato al resto dei lavoratori. Russo evidenzia come, mentre ai dipendenti comuni si chiedano sacrifici in nome del bilancio, per altri le risorse non manchino mai. “Mentre l’Azienda non riesce ad attivare una polizza assicurativa onnicomprensiva sui lavoratori, in particolare autisti, e mentre nella annuale divisione dei premi di produttività rivolti ai semplici dipendenti si stringa la cinghia, finanche prevedendo la sottrazione delle ore di permesso da legge 104, allo stesso tempo il management aziendale ha largheggiato ampiamente in risorse e compensi che appaiono esagerati”.
Un passaggio particolarmente critico riguarda chi si occupa dei provvedimenti punitivi: “Stride che i responsabili delle sanzioni disciplinari nei confronti degli altri dipendenti vengano compensati con cifre-monstre che ben superano lo stesso stipendio annuale: si potrebbe essere colti dal sospetto che la ‘pace sociale’ in azienda, imposta a via di sanzioni disciplinari, sarebbe ben compensata dell’ingrato compito a danno degli altri dipendenti”.
Il dubbio sulla tempistica elettorale
Infine, il consigliere contesta la scelta di procedere ai pagamenti proprio in questo momento politico delicato, segnato dalle dimissioni del sindaco e dalla corsa alle urne. “Con la improvvisa decisione delle dimissioni del sindaco, si sarebbe dovuto procedere con maggiore prudenza nell’erogare questi compensi”, sostiene Russo, aggiungendo che ciò serve a “mettere al riparo l’Ente da possibili dubbi e sospetti circa l’opportunità di procedere a pagamenti così ingenti proprio a ridosso di scadenze elettorali amministrative così delicate. Non sarebbe stato più opportuno superare le elezioni di maggio prima di procedere all’erogazione dei compensi?”.
L’invito rivolto all’avvocato Cami è dunque quello di attivare immediatamente approfondimenti per garantire alla cittadinanza che l’azienda operi “non soltanto delle norme ma anche e soprattutto in piena linearità e trasparenza”.
