La consigliera è stata attaccata due giorni fa perché componente della commissione toponomastica. Oggi il nuovo botta e risposta
MESSINA – Il clima in Consiglio comunale resta teso. Ancora una volta si è arrivati allo scontro verbale tra due consiglieri, ambedue della stessa parte politica. I protagonisti del botta e risposta sono stati Antonella Feminò di Sud chiama Nord e Pippo Trischitta di Con De Luca per Basile, già al centro, alcune settimane fa, di un altro scontro verbale con un suo collega, il presidente del Consiglio comunale Nello Pergolizzi.
Tutto è iniziato mercoledì 9 luglio, con l’attacco di Pippo Trischitta ai partecipanti della commissione toponomastica, rei di aver bocciato l’intitolazione di uno spazio pubblico a Norma Cossetto. Tra questi anche la consigliera Feminò, componente ma assente il giorno della commissione. A raccontare cos’è successo in commissione è stata la stessa esponente di ScN due giorni dopo, durante la seduta di Consiglio comunale sul rendiconto dell’esercizio finanziario del 2024.
Feminò: “Accuse contro di me una forma di violenza verbale”
Feminò, in apertura di lavori, ha spiegato: “Durante la quinta commissione di questa settimana è successo qualcosa di vergognoso nei confronti della mia persona. Sono stata accusata di essere una sostenitrice della violenza sulle donne e che mi devo vergognare in quanto donna che fa parte della commissione toponomastica. Tutto è successo perché è stato comunicato durante la quinta commissione il diniego dell’intitolazione a Norma Cossetto. A seguito di questo intervento è successo di tutto. Non è la prima volta che succede che ci facciamo prendere da questo entusiasmo del dire cose contro i colleghi. Ma non è stato bello sentirsi dire di sostenere la violenza sulle donne”.
“Io sono una donna e sono anti violenza non soltanto sulle donne – ha proseguito Feminò -. Il collega in questione mi ha accusato, in maniera forte e con toni che hanno prodotto una violenza. Io ero anche assente in quella commissione ma non giustifica nulla. Magari anche io avrei votato negativamente rifacendomi al parere del cultore della materia. Comunque io oggi chiedo al presidente del Consiglio comunale e ai presidenti delle commissioni di fare attenzione a queste cose. È stata una forma di violenza verbale, non esiste che accada in aula”.
Trischitta all’attacco: “Mi vergogno a stare seduto qui”
Nessun nome citato da Feminò. Ma a risponderle è stato proprio Pippo Trischitta. Il capogruppo di Con De Luca per Basile ha contrattaccato: “Questo episodio di Norma Cossetto avrà rilevanza nazionale. Mi vergogno di stare seduto qui in Consiglio comunale, è una cosa inaudita. Violenza le mie parole? Non considero le donne diverse dagli uomini, non c’è nessuna differenza e tutti i consiglieri per me sono uguali. Che significa sono donna, che al collega Gioveni posso insultarlo? Non capisco la violenza di dire ‘ti dovresti vergognare'”.
E ancora dopo: “Questa commissione ha negato a Norma Cossetto l’intitolazione. Come fa una donna a negare una cosa del genere e poi partecipare alle manifestazioni contro la violenza sulle donne? Vergogna. Si vergognino tutti i consiglieri che hanno votato contro. Questo è un atto sinistroide fatto sulla fede politica”. In un attacco finale, Trischitta si è detto anche “felice di sentire la collega Feminò parlare dopo due anni di silenzio”.
Pergolizzi sul “caso Norma Cossetto”
A entrare nel merito è stato anche il presidente del Consiglio Nello Pergolizzi, che presiede anche la commissione toponomastica. Ha spiegato di aver dato disponibilità “ai colleghi di Fratelli d’Italia che mi hanno interpellato per chiedermi educatamente cosa fosse successo ho date le spiegazioni del caso. Io ho votato contrario e non mi vergogno del mio voto contrario. Ho dato la mia disponibilità ai colleghi di Fratelli d’Italia di riesaminare su apposita richiesta questa intitolazione a Norma Cossetto, vittima delle Foibe. Ho invitato i colleghi a far partecipare degli esperti della materia che possano agire in contradditorio delle tesi che sono state formulate non solo dal professore Restifo ma tre esperti di storia patria nominati dal sindaco. Solitamente i consiglieri si associano al pensiero degli storici, ma poiché potremmo anche avere sbagliato, sono convinto che si possa ascoltare le tesi in contradditorio e dopo votare di nuovo, confermando il voto o cambiandolo, in piena libertà e senza alcuna polemica. La polemica non l’hanno fatta nemmeno i colleghi di Fratelli d’Italia”.
Feminò: “Il silenzio è più intelligente di parole dette tanto per dire”
Poi il nuovo intervento di Feminò: “Il silenzio è più intelligente di tante parole dette tanto per dire. Anche questo, il dirmi che finalmente mi sente dopo due anni, è violenza. Non è giusto. Contesto la frase che mi è stata detta: sono stata definitiva una sostenitrice della violenza alle donne”. Feminò ha letto la trascrizione del verbale con l’attacco di Trischitta, compresa l’accusa di sostenere la violenza sulle donne, e ha aggiunto: “Non lo permetto a nessuno né nei miei confronti né in nessun altro. E comunque io non mi vergogno di stare qui, né che stia in silenzio né che parli”.

Credo che discutere di lana caprina e sesso degli angeli non giovi e che chiamare degli esperti per continuare la discussione sia ancor più inutile. Ritengo che titolare a donne che si sono battute per i diritti di tutti, uomini e donne che siano, sia un modo corretto di onorarne la memoria e allora di esempi nella storia ce ne sono tanti e forse, dico forse si può optare per un nome più noto e per il quale sia più semplice riportare alla memoria del passante le ragioni della titolazione. Hai voglia a fare, da Cornelia madre dei Gracchi a Rosa Luxemburg a Madame Curie a Rita Levi Montalcini ci sono migliaia di donne che hanno onorato l’umanità con il loro esempio, la loro cultura e lo studio. Titoliamo le strade e basta e non si faccia di una titolazione una scusa per creare inutili discussioni e diverbi in commissioni consiliari. Si abbia rispetto dei cittadini di qualunque sesso essi siano!
un Consiglio Comunale e una Amministrazione Cittadina da ridere , penso che non li vorrebbero neanche a Zelig o Made in Sud o altra trasmissione comica , che vergogna………ma la colpa e solo Nostra……BUDDACILANDIA