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Via don Blasco. Così la Regione ha fatto perdere sei mesi

Marco Ipsale

Via don Blasco. Così la Regione ha fatto perdere sei mesi

venerdì 02 Novembre 2018 - 09:53
Via don Blasco. Così la Regione ha fatto perdere sei mesi

Prima insiste sull’assoggettabilità alla valutazione ambientale, poi dice che non serve

MESSINA – 18 aprile 2018: la Regione stoppa la consegna dei lavori della nuova via don Blasco perché chiede una nuova valutazione ambientale. 31 ottobre 2018: la Regione dice che non serve una nuova valutazione ambientale.

Sei mesi persi inutilmente, gli ultimi di una lunga serie, per un’opera che Messina aspetta da 25 anni, se si pensa che il primo progetto preliminare fu approvato il 2 aprile 1993, diventò definitivo il 24 ottobre 1997 ed esecutivo il 12 novembre 2008. Troppo vecchio, nel 2015, secondo la Regione, che chiese una nuova validazione. Anche in quel caso altro tempo perso, e dire che la Regione è il principale ente finanziatore dell’opera.

La polemica tra vecchia e nuova amministrazione comunale, in questo caso, è sterile perché entrambe hanno fatto il proprio dovere. La vecchia aveva ottenuto dal Genio Civile, lo scorso 16 marzo, l’autorizzazione ad una consegna parziale dei lavori, almeno su 2,5 dei 3,8 chilometri del tracciato. Il 27 marzo era arrivato l'ok anche dall'ufficio di Messina dell’assessorato regionale. Questo vuol dire che ad aprile le opere potevano partire e, nel frattempo, ottenere le autorizzazioni necessarie per la parte mancante del tragitto. Ed è ciò che ha fatto la nuova amministrazione che, a questo punto, dopo la firma da parte dell'assessorato regionale, potrebbe anche procedere ad una consegna totale dei lavori.

A voler essere pignoli, un errore è stato fatto. Non nel merito, tutto nasce dall’errore di Palermo, ma nel metodo. Nonostante ora la Regione abbia finalmente appurato che l’opera non è assoggettabile a Valutazione Ambientale, negli anni scorsi l’aveva chiesta e, nonostante anche allora il parere del Comune fosse contrario, era stata comunque prodotta, per tagliare la testa al toro, e approvata il 15 settembre 2010, con validità quinquennale. Nessuno ha pensato di rinnovarla, complice il passaggio di consegne tra rup, ritenendo giustamente che non fosse necessaria l’assoggettabilità ma, conoscendo l’orientamento, pur sbagliato, della Regione, sarebbe bastato intraprendere una nuova procedura nel 2015 per non avere sorprese nel 2018.

Il vicesindaco Salvatore Mondello conferma “la correttezza della procedura intrapresa” dalla vecchia amministrazione ma rivendica di averla completata. E nessuno lo mette in dubbio. Il punto è che, se la Regione non avesse dato due pareri contrastanti, quella procedura non sarebbe dovuta neppure partire, mentre i lavori potevano iniziare sei mesi fa.

A perderci, come sempre, sono stati i messinesi, perché il risultato è l’ennesimo ritardo. La speranza, adesso, è che il documento ufficiale arrivi presto da Palermo a Messina e non si indugi più per la consegna dei lavori. Per il porto di Tremestieri è slittata, come se non si sapesse che c’era il rischio di un nuovo insabbiamento. Per la nuova via don Blasco?

PER APPROFONDIMENTI VEDI:

Nuova via don Blasco, c'è l'ok del Genio Civile. Verso il via ai lavori

Stop via don Blasco. La Regione vuole una nuova Valutazione Ambientale

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3 commenti

  1. In verità è stato De Luca ad aver dato dei dilettanti allo sbaraglio a De Cola e soci sostenendo di avere sbloccato lui la situazione. Per cui ritengo almeno per amor proprio doverosa la risposta di De Cola.

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  2. ma com’è possibile che nessuno paghi?

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  3. … Mi chiedo se il responsabile del procedimento abbia seguito adeguatamente l’iter per cercare di accelerare il via ai lavori. In ogni caso, adesso sarà bene non perdere altro tempo prezioso e dare il “disco verde”. Si vigili, pertanto, sugli uffici delegati al porre in essere l’opera…

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