Coronavirus in Calabria, differenziare le città per "zone"? - Tempostretto

Coronavirus in Calabria, differenziare le città per “zone”?

Redazione

Coronavirus in Calabria, differenziare le città per “zone”?

venerdì 09 Aprile 2021 - 14:28

La proposta del sindaco metropolitano Falcomatà durante il vertice prefettizio reggino di questa mattina su Covid-19 e restrizioni

Differenziare per “colori” anche all’interno del medesimo territorio regionale. Lo ha chiesto il sindaco metropolitano di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà nel corso dell’incontro di stamattina in Prefettura sulle modalità di contrasto al Coronavirus e le relative restrizioni, presenti – oltre al prefetto Massimo Mariani – i rappresentanti di forze dell’ordine e associazioni di categoria per imprenditori, commercianti e artigiani.

La Prefettura di Reggio Calabria

Reggio Calabria è infatti “zona rossa” in un contesto regionale di “zona rossa”; “ma il territorio reggino – argomenta Falcomatà – fa registrare un numero basso di contagi, certamente diverso da altre province calabresi”. Di qui la proposta del sindaco metropolitano, “anche in qualità di rappresentante Anci”, volta a differenziare i diversi contesti territoriali locali perché, se Reggio continua a distinguersi per il basso livello di contagi, “non può pagare un prezzo così alto in termini di chiusure” a causa dell’irresponsabilità di residenti in altri territori calabresi.

Giuseppe Falcomatà
sindaco di Reggio Calabria

Sul fronte dei vaccini, poi, viste le perduranti lentezze, la richiesta è di “un cambio di passo radicale”, e in particolare che “si adottino tutte quelle misure che consentano di rafforzare e ampliare la rete dei punti vaccinali”, come fatto da Palazzo San Giorgio mettendo a disposizione dell’Asp i locali del Centro direzionale; e, andando oltre, valorizzando la disponibilità di medici di base, strutture private convenzionate e farmacie.

L’endorsement della Minasi

…Ma c’è di più. Suona la stessa musica del piddino Falcomatà anche una leghista “doc”, Tilde Minasi, capogruppo a Palazzo Campanella per il Carroccio. “In attesa della prossima decisione del ministro Speranza, che speriamo possa essere positiva decretando la fascia arancione per la Calabria e quindi la riapertura delle attività, è importante evidenziare come determinate scelte vadano ponderate e basate sulle singole aree – è la riflessione della Minasi -. Non può estendersi un provvedimento così drastico ad intere regioni, che magari, come nel caso calabrese, presentano ampie disparità di contagio da una zona all’altra. E’ fondamentale tutelare la salute, ma altrettanto va tutelato il contesto socio economico, a maggior ragione in situazioni già fragili come quelle che caratterizzano il nostro tessuto produttivo, basato in gran parte su piccole e medie imprese che, dopo un anno, riscontrano serie difficoltà a proseguire nelle loro attività”.
E questo vale ancor di più se non arrivano i ristori, mentre i guadagni rimangono magrissimi.

Tilde Minasi, capogruppo leghista alla Regione

La tesi, perorata su scala nazionale dallo stesso Matteo Salvini”, è che sia doveroso “riaprire dove i numeri del contagio lo consentono”. E in questo senso ” si sta ragionando anche con il presidente Spirlì, che si è recato appositamente a Roma”, in quanto una “zona rossa perenne e per tutti non è più percorribile”, alla luce di una situazione sociale ed economica “disperata”.

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