Covid Messina. "Donne incinte, vaccinatevi, ho rischiato grosso" - Tempostretto

Covid Messina. “Donne incinte, vaccinatevi, ho rischiato grosso”

Redazione

Covid Messina. “Donne incinte, vaccinatevi, ho rischiato grosso”

domenica 23 Gennaio 2022 - 09:27

Il racconto di Daniela e del suo parto al Papardo da positiva

“Le donne in gravidanza si vaccinino contro il Covid, non devono passare quello che ho passato io. Sono una persona in salute, ho avuto una gravidanza a basso rischio e non ho mai avuto patologie pregresse. Io, nonostante sia stata seguita dal meraviglioso dottore Angelo Santamaria, medico eccezionale che mi ha guidata in tutto il sapere inerente all’importanza di vaccinarsi in gravidanza, ho avuto paura per il bambino e non l’ho fatto. Il vaccino serve a evitare un parto prematuro e a dare quella piccola o grande protezione in più perché il Covid c’è e fa male”.

Daniela ha partorito la settimana scorsa al Papardo, per fortuna lei e il suo bambino stanno bene. Ma l’esperienza non è stata delle migliori e la racconta per sensibilizzare le donne in gravidanza.

I sintomi da Covid e la corsa al Papardo

“Domenica scorsa, alle 5.30 del mattino, dopo un acuto dolore al basso ventre e una notte di dolori alle ossa inspiegabili, mi è iniziata un’emorragia vaginale. Un po’ spaventati, un po’ contenti (credendo fosse la rottura delle acque, quindi l’ora di abbracciare Andrea), chiamiamo l’ambulanza perché potesse portarmi all’ospedale Papardo piuttosto che al Policlinico (dove appunto sono stata seguita) poiché con Carmelo ci siam detti che, se quei dolori anomali alle ossa fossero stati segno di tampone positivo, al Policlinico non sarei stata accolta per la mancanza di area Covid per partorienti e, piuttosto, mandata al Papardo. L’ambulanza ci avverte che avrebbe tardato un po’, intanto io mi dissanguavo. Arrivano i miei suoceri, tempestivamente mi portano al Papardo. In macchina si urlava e si pregava. Io avevo solo la forza di chiamare i miei angeli custodi e piangere mentre perdevo sangue. Il bambino non si muoveva ed io avevo dolore”.

L’attesa per il tampone, tra i dolori

“Arriviamo al Papardo, dove la prassi dice che devono prima eseguire e aspettare un tampone e così hanno fatto. E mentre aspettavo mi dissanguavo e avevo dolore. Esito positivo, ho il Covid. Mi invitano a risalire in macchina e andare al Papardino, intanto è passata un’ora da inizio emorragia e lì abbiamo dovuto aspettare altri 15 interminabili minuti tra sangue e dolori. Finalmente aprono e vengo accolta dal dottore Alecci, altro medico meraviglioso, il quale vedendo la gravissima situazione mi ha subito visitata, guardandomi e gridando di preparare la sala operatoria urgentemente”.

“Il Covid ha fatto spaccare la placenta”

“Arriva tutta l’equipe medica con anestesisti e infermieri – continua il racconto di Daniela -. Fanno l’anestetico e iniziano ad operarmi il dottore Alecci e la dottoressa Pulia. Nasce Andrea, che non ho mai visto perché positiva. Il mio intervento continua. Dopo forse un’ora, il dottore Alecci si affaccia dal lenzuolo verde e mi dice queste parole: “Signora che piacere sarà domani vederla ancora qui, tra noi. Lei aveva più sangue in pancia che utero e se perdeva altri venti minuti non c’era più di sicuro, probabilmente nemmeno il suo bambino che, a differenza di quello che mi aspettavo, è nato sano e per niente scosso. In sintesi sia a lei che ad un’altra mamma positiva, probabilmente l’infezione da Covid ha fatto spaccare la placenta. Adesso è tutto finito e facciamo delle trasfusioni (quattro sacche). Signora, io ho scelto di operarla d’urgenza insieme alla collega, senza neanche bardarmi e nemmeno sapere come si chiamasse, perché il medico prima pensa alla salute del suo paziente, mettendo sul tavolo tutti i rischi che ci sono. Io vengo pagato e so di poter contrarre il virus, come il tabaccaio sa di poter subire una rapina”.

“La mia testimonianza”

“Ancora se ci penso piango ininterrottamente. Adesso sono in fase di ripresa, perché il cesareo fa male, ma il Covid di più. Racconto la mia esperienza per sensibilizzare innanzitutto chi non crede al virus e poi per invitare le mamme, in fase gestionale, a vaccinarsi. Il virus può essere fatale. Non conosco Andrea, non abbraccerò Andrea alle dimissioni, io starò in una casa e lui in un’altra, fino alla mia negativizzazione. Un giorno che, come fu per Laura, doveva essere ricordato col sorriso, sarà invece ricordato con paura e come il mio nuovo compleanno. Ho pensato di morire, senza aver salutato Laura, abbracciato forte Carmelo con i miei e conosciuto Andrea”.

“Non voglio impressionare le future mamme ma dare una testimonianza per la sensibilizzazione al vaccino, soprattutto in gravidanza. Alle ostetriche che mi sono state accanto, come Annalaura, Mariateresa e Vittoria, all’infermiera Rita, al dott. Stefano Alecci dico grazie perché sono stati di grande supporto fisico e morale”.

Giornata di sensibilizzazione in Fiera

Proprio oggi è in programma una giornata di sensibilizzazione sul tema al centro vaccinale della Fiera di Messina.

2 commenti

  1. Dopo aver letto con ansia 😳le vicissitudini di questa madre e aver letto il lieto fine😁 oltre a fare gli auguri a lei di riprendersi in fretta e per la nascita del piccolo, desidero ringraziare quel medico che non ha PERSO TEMPO perché ha CAPITO che si potevano perdere due vite se non fosse stato tempestivo e che ha avuto l’ ALTRUISMO di mettere la paziente prima della sua stessa sicurezza 👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏 ONORE a lui e a tutti quei medici che si sono DISTINTI con le loro gesta in questa PANDEMIA COVID

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  2. Infatti…e come gesto di riconoscenza a tutto ciò, la gente insiste a non vaccinarsi

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