Alluvione, Messina città “scartata”: sabato manifestazione di protesta dei comitati

Alluvione, Messina città “scartata”: sabato manifestazione di protesta dei comitati

Alluvione, Messina città “scartata”: sabato manifestazione di protesta dei comitati

mercoledì 23 Febbraio 2011 - 15:06

Partirà alle 10 da Giampilieri un corteo che unisce anche i cittadini di Altolia, Briga, Guidomandri, Itala, Molino, Pezzolo, Ponte Schiavo, S. Margherita e Scaletta

«Poiché ancora ad oggi il Governo centrale non ha stanziato somme sufficienti per la messa in sicurezza e non ha autorizzato l’utilizzo dei fondi Fas che la Regione Sicilia ha chiesto in data 1. ottobre 2010, e poiché nel decreto “mille proroghe” c’è un emendamento per 120 milioni, a fronte dell’elemosina di 10 milioni prevista dal Governo, ci stiamo attivando per una serie di manifestazioni che avranno inizio sabato 26 febbraio a Giampilieri». Così i comitati dei cittadini di Giampilieri, Altolia, Briga, Guidomandri, Itala, Molino, Pezzolo, Ponte Schiavo, S. Margherita e Scaletta annunciano la protesta contro la “disattenzione”, chiamiamola così, del Governo romano nei confronti delle popolazioni alluvionate di Messina. Sabato, dunque, ci sarà quella che si preannuncia come la prima di una serie di proteste, con raduno fissato alle 10 a Giampilieri superiore, il villaggio che ha pagato il maggior tributo numerico di vittime rispetto alle 37 totali di quel maledetto 1. ottobre 2009.

Già la settimana scorsa si era tenuta un’assemblea, nel corso della quale si era preso atto «con stupore e profonda delusione che ancora una volta il nostro territorio viene abbandonato e discriminato dal Governo e dal Parlamento. E’ intollerabile che il Governo nazionale non abbia mantenuto fede all’impegno assunto di fronte alle comunità duramente colpite di finanziare i progetti già redatti affinché la messa in sicurezza, l’assistenza alla popolazione e la ricostruzione vengano garantite. E’ scandaloso che il Senato abbia destinato solo 10 milioni di euro (nel biennio) a fronte di una richiesta di 180 milioni avanzata dal commissario regionale e confermata dal dipartimento di Protezione civile nazionale».

«I rappresentanti eletti in Parlamento nella regione Sicilia, sono apparsi poco attenti – si legge nel documento prodotto al termine dell’assemblea – e poco sensibili rispetto ai rappresentanti di altre regioni (vedi Veneto e Liguria) che, di fronte a simili calamità, si sono prodigati per la difesa dei territori che li hanno espressi». Il documento «vuole essere una istanza-denunzia affinché ciascuno si assuma le proprie responsabilità e rappresenti il malessere e le esigenze del territorio devastato dall’alluvione. Auspichiamo, pertanto, che i parlamentari nazionali eletti in Sicilia, nella prossima votazione che si terrà alla Camera, sostengano gli emendamenti che destinano le risorse necessarie in favore dei territori colpiti dall’alluvione del primo ottobre».

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