Apertura da Unicredit, Pizzino interrompe lo sciopero della fame

Apertura da Unicredit, Pizzino interrompe lo sciopero della fame

Apertura da Unicredit, Pizzino interrompe lo sciopero della fame

mercoledì 30 Settembre 2009 - 15:21

Decisivo l’incontro con i vertici del gruppo bancario, l’imprenditore della Castello torna in Sicilia

Si è arrivati ad una svolta nella vertenza Castello che ha visto, in questi giorni, in prima linea l’imprenditore Giuseppe Pizzino: dopo sei giorni di sciopero della fame, in protesta nei confronti della scarsa attenzione prestata dal sistema creditizio nei confronti delle piccole e medie imprese, Pizzino ha deciso di lasciare Piazza Cordusio a Milano, dove ha inscenato la sua protesta. La decisione segue l’incontro tenutosi stamattina con l’amministratore delegato e il direttore generale di Unicredit Corporate Banking, Gianni Coriani e Piergiorgio Peluso, nonché le ripetute telefonate del ministro Giulio Tremonti e del governatore della Regione Sicilia Raffaele Lombardo.

La politica è intervenuta con Nino Germanà e Katia Polidoro del Pdl, confermando un’attenzione supportata dall’apertura manifestata dagli stessi vertici dell’Unicredit. Le persone più vicine a Pizzino confermano che l’imprenditore adesso rientrerà in Sicilia e, «alla luce degli eventi che lo hanno visto protagonista in questi giorni, tirerà le somme di questa esperienza milanese, cercando, intanto, di recuperare le forze e la serenità insieme alla famiglia, che gli è stata accanto in questa difficile settimana, consapevole di aver fatto tutto quanto era nelle sue possibilità a difesa della sua azienda, dei suoi dipendenti ed a tutela dei suoi familiari».

Ad intervenire oggi era stato il ministro dell’Economia Tremonti, che parlando del caso di Pizzino ha dichiarato: «Non conosco il merito del problema di questo imprenditore, ma il fatto che sia di Messina la dice un po’ lunga sull’asimmetria del credito in Italia». Per Tremonti, infatti, quanto si sta verificando non è altro che la dimostrazione delle disfunzioni esistenti nel sistema creditizio del paese: «Esiste davvero un problema del credito in Italia ed esiste un problema ancora più grave, un problema del credito nel Mezzogiorno. Chi comanda, chi ha in mano le banche e’ a Milano e non in Sicilia. fare banca significa sicuramente guardare i bilanci, i numeri, ma anche guardare negli occhi le persone, conoscere la storia di una famiglia, il coraggio di un imprenditore, la voglia, la determinazione a continuare, i figli. Tutto questo in Italia si sta un po’ vanificando e ci sono banche che si stanno allontanando dal territorio».

Soddisfatto delle parole di Tremonti anche l’on Germanà, peraltro anche lui di Brolo, come Pizzino:«Dopo la sollecitazione del ministro, Unicredit ha ora lanciato un segnale di apertura, a mio avviso dovuto, verso l’imprenditore titolare della camiceria -Castello- che cerca solo di tutelare la sua sana attività e la salvaguardia di trecento posti di lavoro. Il sistema bancario deve sorreggere la nostra impresa, soprattutto in casi come questi, nei quali l’impresa è sana e chiede l’accesso al credito per innovare e avere forza sul mercato. Spero che adesso agli annunci seguano fatti concreti».

s.c.

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