Il dipendente comunale, interrogato oggi dalla Polizia giudiziaria, era stato preso da un momento di sconforto per alcune vicende giudiziarie
Aveva appeso nel suo ufficio di Palazzo Zanca la foto del boss della mafia Totò Riina.
Ora la Procura ha aperto un’inchiesta e stamani l’impiegato, Salvatore Romeo, è stato interrogato perché spiegasse le ragioni del suo gesto. Il dipendente comunale ha spiegato che non intendeva certo inneggiare alla mafia. La presenza di quel ritaglio di giornale sulla parete del suo ufficio era solo un gesto di protesta contro i magistrati messinesi.
Romeo è stato sentito dagli investigatori della Polizia giudiziaria ai quali ha spiegato di essere molto rammaricato: “Chiedo scuso con l’Istituzione per la quale lavoro ed anche con l’opinione pubblica. Non volevo esaltare la mafia ma mi sono lasciato prendere da un momento di sconforto”. Romeo ha aggiunto che ultimamente era stato coinvolto in alcune traversie giudiziarie e che non ce l’aveva indiscriminatamente con i magistrati ma esclusivamente con quelli coinvolti in gravi vicende giudiziare-.
