Ha recentemente pubblicato il suo primo libro su formazione e lavoro con l'obiettivo di "aiutare studenti e professionisti a dar valore al proprio talento"
MESSINA – In una Messina che punta a trattenere i propri giovani, cosa serve davvero? Da una parte opportunità, dall’altra farsi trovare “pronti”. Lo sa bene Emanuele Di Pietro, giovane messinese che ha deciso di intraprendere proprio il percorso verso ruoli da orientatore, formatore e recruiter e che a breve si abiliterà alla professione di consulente del lavoro. E lo sa tanto da voler creare qualcosa di “suo”, in grado di aiutare gli altri conterranei e coetanei.
Per questo ha scritto “Curriculum Perfetto in 24 Ore”, un libro che su Amazon già sta riscuotendo successi e che è stato presentato al caffè letterario Volta Pagina di Daniele Scaffidi il 29 dicembre scorso, alla presenza dell’assessora alle Politiche giovanili Liana Cannata e del presidente di Rotaract Club Messina Fabio Bertolami.
Di Pietro: “Dopo l’università ho pensato: e adesso?”
Di Pietro, a Tempostretto, ha raccontato come tutto è nato: “Il mio percorso non è stato lineare, ed è proprio questo il suo valore. Ho iniziato come tanti: studi, lavori diversi, esperienze apparentemente scollegate. Call center, segreteria-contabilità, eventi, hotellerie, contesti aziendali strutturati. Per molto tempo ho pensato che quella frammentazione fosse un limite. Col tempo ho capito che era un vantaggio questo mosaico professionale. Uscito dall’università mi sono trovato, come molti, davanti a una domanda semplice e spiazzante: ‘E adesso?’. Da lì è iniziata una fase di ricerca vera, anche fuori dalla mia terra. Ho lavorato nel Nord Italia, ho conosciuto realtà importanti come il mondo bancario con Banca Mediolanum e multinazionali strutturate, ma sentivo che il mio posto era un altro”.
“Il punto di svolta – ha proseguito – è stato l’ingresso nel mondo delle Risorse Umane: recruiting, formazione, amministrazione del personale. Lì ho capito che il mio talento non era ‘scegliere per gli altri’, ma aiutare le persone a orientarsi, a leggere il mercato del lavoro con strumenti concreti e supportarli nel quotidiano sia da un punto di vista amministrativo che da uno didattico. Questo è stato possibile in realtà come Randstad e Marriott International. Oggi come figura poliedrica nel mondo del lavoro porto con me ogni pezzo di quel mosaico: orientamento professionale Asnor, formazione, recruiting freelance e, attualmente, il percorso di abilitazione a consulente del lavoro, che completerò nel 2026”.
La nascita del libro di Emanuele Di Pietro
Dalla sua visione è quindi nato il libro “Curriculum Perfetto in 24 Ore”. Perché? “Lo scopo è molto semplice: restituire potere alle persone. Il curriculum non è un foglio da inviare sperando che qualcuno risponda. È uno strumento strategico, e come tale va costruito. Ho scritto Curriculum Perfetto in 24 Ore, che trovate disponibile su Amazon, perché vedevo sempre lo stesso problema: persone valide, competenti, motivate, che però restavano invisibili. Non per mancanza di capacità, ma per mancanza di metodo. Il libro è una guida operativa, non teorica. Ti prende per mano e ti porta, passo dopo passo, a costruire un CV leggibile dagli ATS, a posizionarti su LinkedIn ma non solo, ed a candidarti nel modo corretto. È pensato per essere utile subito, non ‘prima o poi’. Viene adoperata inoltre una mia tecnica che trasferisco spesso a coloro che seguo, diventare parte attiva della selezione e non passiva: contrapporsi alla figura dell’HEAD HUNTER e diventare un JOB HUNTER”.
Gli obiettivi: “Vorrei aiutare le persone”
Un mezzo, il libro, per aiutare gli altri ma anche per raggiungere i propri sogni: “Il mio obiettivo è diventare un punto di riferimento sul territorio per l’orientamento professionale e il lavoro consapevole, da un duplice punto di vista: lavoratore e azienda. In merito alle persone vorrei non solo aiutarle a trovare un impiego, ma anche a fare scelte migliori, più sostenibili nel tempo ed a posizionarsi come il miglior candidato. In parallelo sto completando il percorso per l’abilitazione a consulente del lavoro, perché credo che oggi servano professionisti capaci di unire visione umana e competenza tecnica. La consulenza del lavoro, se fatta bene, è uno strumento di equilibrio tra aziende e persone, non solo un adempimento”.
Cosa manca a Messina: “Un orientamento strutturato”
Poi uno sguardo a Messina. Per Emanuele Di Pietro “manca una cosa fondamentale: l’orientamento strutturato e continuo in linea con i giorni nostri. Non bastano eventi spot o consigli generici. Serve accompagnamento, metodo, educazione al mercato del lavoro fin dalle scuole e dall’università. Fortunatamente ci sono realtà nella nostra città che accompagnano i giovani come YoungME o associazioni come il Rotaract sempre disponibili. A Messina c’è talento, ma spesso manca la traduzione pratica di quel talento in opportunità reali. Io lavoro proprio su questo: colmare il divario tra potenziale e mercato, parlando un linguaggio comprensibile e concreto e che permetta davvero di conoscere i principali portali del lavoro ed il corretto modus operandi per vincere questa partita a scacchi che è diventata la candidatura per la posizione lavorativa”.
Trovare lavoro “è un’arte”
E ancora: “Ritengo fondamentale e l’ho già proposto alla città, mettendomi a disposizione, di avviare un progetto di orientamento itinerante, capace di attraversare le diverse circoscrizioni e arrivare davvero alle persone. Un orientamento accessibile, concreto, che non si limiti alla semplice stesura del curriculum, ma che insegni come muoversi oggi nel mercato del lavoro. Parliamo di capire quali sono i portali giusti, come dialogare con un recruiter, come affrontare un colloquio senza improvvisazione, fino a laboratori pratici in cui le persone possano sperimentare, fare domande, mettersi alla prova. Perché oggi è necessario dirlo con chiarezza. Trovare lavoro e soprattutto il lavoro desiderato non è una questione di fortuna, ma di metodo, consapevolezza e preparazione. È un’arte che si può imparare. E che va portata nei territori, non aspettata dall’alto”.
Di Pietro: “Serve una cultura del lavoro più matura”
Emanuele Di Pietro ha poi proseguito parlando del suo di futuro: “Il mio sogno è vedere sempre meno persone sentirsi ‘sbagliate’ professionalmente. Credo serva una cultura del lavoro più matura, in cui il cambiamento non venga vissuto come un fallimento e i percorsi non debbano per forza essere lineari per essere validi. È un sogno che voglio costruire partendo da Messina, una città che ha talento, competenze e intelligenze, ma che troppo spesso vede andare via le sue energie migliori per mancanza di strumenti, orientamento e fiducia. Da questa visione nascono due realtà, ovvero, la mia newsletter TuttaColpaDegliHR e messinregola.it. Quest’ultimo è progetto ancora in evoluzione, ma con un’identità chiara: unire il nome della città all’idea di un lavoro fatto bene, pulito, consapevole e a norma di legge. In prospettiva, l’obiettivo è trasformarlo in un centro multiprofessionale (con apposito portale) dedicato a orientamento, formazione, ricerca e selezione e consulenza sul lavoro, capace di parlare sia alle persone sia alle aziende. È un progetto che guarda al futuro, con radici solide di base a partire dal territorio messinese. E non è che l’inizio”.
Il messaggio: “Cercare lavoro non è questione di fortuna”
Infine un messaggio dal giovane messinese: “Il lavoro e nello specifico la ricerca del lavoro non è una gara a eliminazione, né una questione di fortuna. È una competenza che si può imparare a leggere, affrontare, negoziare. Non serve essere perfetti, serve essere preparati. E soprattutto: nessuno è in ritardo, se smette di muoversi a caso e inizia a farlo con metodo. Questo è il messaggio che porto ogni giorno, come orientatore, formatore, recruiter e futuro consulente del lavoro”.

Senza offesa anche perché non è nei miei radar. Avresti potuto scegliere un titolo più coeso : “Messina la fabbrica del disoccupato.”. Questa è Geopolitica Di Pietro non sono comitive.