La Fim Cisl chiede un tavolo di confronto urgente con la proprietà, che risponde: « Prima le maestranze devono tornare a lavorare, poi ci siederemo attorno ad un tavolo»
Tensione ai Cantieri Palumbo, nella zona falcata. Dalla giornata di ieri i lavoratori stanno incrociando le braccia per protestare contro l’allontanamento di un collega dal luogo di lavoro.
“Una decisione – spiega Antonino Alibrandi, segretario provinciale della Fim Cisl – incomprensibile, arrivata dopo giorni di malumore in cantiere e motivata dall’azienda attraverso una lettera di appena due righe. Non riusciamo a comprendere perché si sia arrivati a questo punto perché reputiamo fosse possibile dirimere la controversia attraverso un confronto tra proprietà e le parti attivando le normali relazioni sindacali. In questo momento – conclude Alibrandi – è importante che si apra subito un tavolo di confronto che faccia luce sulla vicenda e che serva anche a rasserenare lo stato di tensione venutosi incomprensibilmente a creare all’interno dei Cantieri Palumbo”.
Ma sull’allontanamento del lavoratore arrivano le spiegazioni della Cantieri Palumbo, fornite dalla responsabile del personale Alessandra Latino.
«La persona in questione- ci spiega telefonicamente- si è resa protagonista di azioni gravi e regolarmente denunciate nei confronti di due responsabili aziendali. In seguito al primo episodio, in accordo con il sindacato, abbiamo avviato un provvedimento disciplinare conclusosi con una sopensione di tre giorni dal lavoro e dalla retribuzione. Ma, a solo un mese di distanza, il lavoratore è tornato ad aggredire verbalmente un nostro capo commesse e a quel punto non abbiamo potuto fare altro che procedere all’allontanamento»
Quanto alla richiesta di un incontro urgente, la proprietà ha le idee chiarissime: «Prima – dichiara la Latino- le maestranze devono tornare a lavorare, poi ci siederemo attorno ad un tavolo»
Insomma tra l’azienda ed il sindacato è in corso un vero e proprio braccio di ferro.
