Carcere di Gazzi. Da giorno 23 sciopero bianco. Ecco le conseguenze: rallentamenti in trasferimenti, udienze e colloqui

Carcere di Gazzi. Da giorno 23 sciopero bianco. Ecco le conseguenze: rallentamenti in trasferimenti, udienze e colloqui

Carcere di Gazzi. Da giorno 23 sciopero bianco. Ecco le conseguenze: rallentamenti in trasferimenti, udienze e colloqui

martedì 21 Dicembre 2010 - 09:31

Vigilia di Natale all'insegna delle proteste per il sottodimensionamento dell'organico. La decisione adottata al termine della riunione sindacale di ieri pomeriggio. Revocata invece l’astensione dalla mensa. Di seguito riportiamo alcuni esempi che permettono di capire, in termini “pratici” cosa rischia di determinare la protesta. Il 10 gennaio sit-in alla Prefettura

E’ durata all’incirca un’ora l’incontro tra le sigle sindacali del settore penitenziario che ieri pomeriggio si sono riunite presso il carcere di Gazzi per fare il punto della situazione, a quanto pare definitivo, sulle forme di protesta da attuare contro i problemi di sottodimensionamento dell’organico. Come anticipato nei precedenti articoli e come dichiarato dagli stessi rappresentanti di Osapp, Sappe, Cgil, Cisl, UIl, Ugl e Cnpp nel corso del sit-in di giovedì scorso di fronte la casa circondariale, la strada che verrà seguita sarà quello dello sciopero bianco con applicazione alla lettera del regolamento. Il tutto a partire dal 23 dicembre, stesso giorno in cui, sempre secondo quanto riportato nel verbale d’assemblea, è stata altresì decisa la sospensione della prima forma di protesta iniziata lo scorso 7 dicembre, ovvero l’astensione dal consumare pasti alla mensa di servizio. Confermato anche il sit-in di fronte la Prefettura il prossimo 10 gennaio.

Il personale operante a Gazzi è dunque intenzionato a fare sul serio, ciò anche a causa, come in più occasioni denunciato, della perdurante indifferenza mostrata dalle istituzioni locali, regionali e nazionali. Pur riconoscendo infatti che le carenze di organico siano un male comune alle maggior parte delle carceri del paese, i lavoratori della struttura penitenziaria messinese non ritengono più quest’ultima una giustificazione sufficiente.

Per capire però meglio come si tradurrà, in termini concreti, l’avvio dello sciopero bianco da parte degli agenti, riportiamo qualche esempio “pratico”. Come detto le forme di protesta consisteranno nell’applicazione alla lettera del regolamento, ossia il totale rispetto delle tabelle di consegne (che sono delle disposizioni interne per ogni posto di servizio) e dei vari Ordini di servizi. Servizi che, come ci spiega un rappresentante sindacale, verranno comunque garantiti, ma con i dovuti rallentamenti proprio perché si rispetterà quanto previsto su “carta”. Le principali difficoltà potrebbero essere riscontrate nelle aule di giustizia o nel caso di uscita di un detenuto (ad esempio trasferimento in altra sede). Secondo i vigenti regolamenti, infatti, è previsto un certo numero di uomini in base alla tipologia del detenuto, ad esempio la regola del 2+1: se si devono cioè trasportare 4 detenuti presso il tribunale servirebbero almeno dieci uomini di scorta. Per cui se gli uomini di scorta sono ad esempio solo 5 (come accade attualmente) significa che il trasporto avverrà in due viaggi, quindi con conseguente ritardo per l’inizio delle varie udienze.

Disagi potrebbero verificarsi anche in sede di colloqui tra detenuti e familiari: anche in questa circostanza, infatti, se non vi sarà il giusto numero di personale – ci spiega ancora il sindacalista – non si potrà lavorare inserendo contemporaneamente i detenuti in 4 sale diverse, ma si lavorerà solo in due, non effettuando quindi 26/28 colloqui – come attualmente si verifica – ma non più di 16.

Discorso analogo per gli incontri tra detenuti e avvocati: il regolamento prevede che il detenuto vada prelevato all’interno della sezione detentiva, accompagnato alla sala avvocati ed alla fine del colloquio riaccompagnato in sezione, mentre attualmente per accelerare la prassi ci si serve del telefono chiamando un collega della sezione e invitando il detenuto a raggiungere la sala in questione . Inoltre, se durante i colloqui arrivano altri avvocati che chiedono di vedere i proprio assistiti, rispettando il regolamento sarà necessario attendere la fine dei precedenti incontri in modo che gli agenti possano riaccompagnare i detenuti in cella e condurre gli altri in sala avvocati. Verranno altresì rallentate tutte le visite mediche e specialistiche all’interno della struttura poichè bisognerà trovare il personale che vigili durante queste operazioni, così come le attività trattamentali all’interno della struttura.

Esempi, quelli elencati attraverso il supporto di un -addetto ai lavori-, che permettono di capire bene quanto alto sia il rischio di mettere in ginocchio l’intero sistema carcerario, dove finora, proprio a causa delle carenze numeriche, è stato garantito un livello minimo di sicurezza rispetto agli standard massimi previsti da regolamento.

Un commento

  1. intanto quelli che realmente ci vanno di mezzo a tutto sto casino sono i detenuti e i loro familiari che per fare un colloquio devono aspettare una lunga coda che parte già dalla notte prima e continua tutta la mattinata , faccio un esempio se qualcuno deve fare un colloquio al familiare deve scriversi nella lista che già parte dalla notte prima e dopo quando aprono i cancelli alle 7,30 consegnare la tessera d’identità se si viene chiamato subito e dopo aspettare fuori sotto il sole e senza potersi sedere perchè le panchine che hanno messo che sono due non bastano per tutti e quindi gli altri rimangono in piedi sotto il sole per almeno 5-6 ore dopo che si viene chiamato e si entra ci sono ancora code da aspettare per le perquesizioni personali e per il peso dei pacchi e dopo finalmente sempre aspettando un altra coda fuori alle aule di colloquio per far uscire la gente che e entrata prima finalmente si entra nell’aula intorno all’una di pomeriggio , questo disagio c’è solo nel carcere di gazzi e le istituzioni devono fare qualcosa urgentemente perchè i detenuti sono esseri umani come lo sono i familiari che vanno a trovarli e questo non lo devono dimenticare in un mondo civile.

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