Il Cas e quelle manovre “inquietanti”: la denuncia della Cub Trasporti. La UilTrasporti chiede maggiori controlli sull’attività di Zapparata

Il Cas e quelle manovre “inquietanti”: la denuncia della Cub Trasporti. La UilTrasporti chiede maggiori controlli sull’attività di Zapparata

Il Cas e quelle manovre “inquietanti”: la denuncia della Cub Trasporti. La UilTrasporti chiede maggiori controlli sull’attività di Zapparata

venerdì 16 Luglio 2010 - 07:54

Dopo l’annunciata revoca della concessione della gestione delle autostrade siciliane, il sindacato Cub parla di soggetti che «proseguono la mala gestio come se nulla fosse accaduto». Aricò e Lasagni: “La Magistratura valuti se esistono i presupposti di legalità nella gestione del Consorzio”

La revoca al Cas, da parte dell’Anas, della concessione della gestione delle autostrade siciliane ha fatto rumore, e non poteva essere altrimenti. Ma al Consorzio sembra che nulla sia mai accaduto. La Cub, attraverso Piero Garozzo e Concetta Piccolo, si dice «fortemente preoccupata da inaspettati atti commissariali a seguito e in supplemento (a nostro parere) dell’attuale situazione determinata al Consorzio per le Autostrade Siciliane, soprattutto, sulle ricadute verso il personale dipendente sia esso precario che di ruolo. Con il recente decreto interministeriale è stata proclamata la decadenza del Cas dalla titolarità della concessione, ciò in relazione a quanto dichiarato sulla stampa di questi giorni dal presidente dell’Anas Pietro Ciucci che ha giudicato non all’altezza la gestione aziendale. Da alcuni segnali inquietanti, denotiamo che nell’attuale fase di gestione transitoria, alcuni soggetti, sebbene clamorosamente delegittimati, intenderebbero proseguire la loro personale mala gestio come se la cosa non li riguardasse».

Ad avvalorare ciò, secondo la Cub, un episodio: «Il giorno 5 luglio, con un atto che riteniamo gravissimo e illegittimo, poiché, in palese dissintonia con quanto emerso con la concertazione sindacale sono state revocate le deliberazioni riferite alla graduatoria del personale selezionato per il servizio Ceo, posto all’interno della linea di esazione, per indire una nuova selezione con aggravio di spesa e con la certezza di scatenare un nuovo contenzioso». E ancora: «È inoltre imbarazzante apprendere che mentre il dirigente generale del Cas Pintabona, non ancora firmatario del relativo contratto, è imputato del reato per abuso in atti d’ufficio, l’amministratore Zapparrata lo investe del titolo di dirigente di 1. fascia, ponendosi in perfetta sintonia con la linea gestionale che ha condotto ai risultati che tutti conoscono. Condividiamo quindi il pensiero di quanti hanno stigmatizzato la scellerata decisione del governatore Lombardo a sostituire il C.d.A. presieduto dalla dr.ssa Valenti con l’attuale Commissariamento».

«A questo punto – concludono Garozzo e Piccolo – si pone forte l’esigenza di tutelare i lavoratori tutti e chiediamo sin d’ora ai soggetti legittimati in indirizzo, l’invito a voler aprire un tavolo per la trattazione della problematica della transizione del personale di ruolo e precario al nuovo gestore, auspicando un veloce processo di svecchiamento di un folto gruppo di personale finalizzato al necessario turn-over imposto da normali standard di una qualsiasi azienda concessionaria di Autostrade Nazionali».

Con una lunga lettera invece, i vertici della UILTRASPORTI si sono rivolti all’Ispettorato vigilanza concessioni autostradali dell’Anas per chiedere maggiori controlli e ulteriori verifiche sull’operato del Commissario Zapparata. “Non possiamo non esprimere la nostra viva preoccupazione – spiegano Enzo Aricò, responsabile sindacale aziendale, e Silvio Lasagni, segretario provinciale della UILTRASPORTI – per la gravissima situazione determinatasi al Consorzio per le Autostrade Siciliane che pone un grosso interrogativo non solo sul destino del consorzio ma anche e soprattutto sulla sorte dei suoi cinquecento dipendenti.”

“Il recente decreto interministeriale con il quale è stata revocata la concessione al CAS, riportando nell’alveo dell’ANAS la gestione delle autostrade, ha infatti determinato un grande senso di sconforto tra i lavoratori preoccupati per il loro futuro, generando un clima di incertezza reso ancor più teso dalle determinazioni assunte dal commissario Zapparata che pur vincolato, per il tempo necessario al trasferimento delle competenze, allo svolgimento esclusivo dell’ordinaria amministrazione, continua a deliberare su temi che, a nostro avviso, vanno ben oltre l’ordinario”.

Anche in questo caso attenzione al ‘5 luglio’: “Con un atto che riteniamo gravissimo e illegittimo (la delibera n.119/CS/10) – spiegano Aricò e Lasagni – sono state revocate le deliberazioni n.10/CD/09 e n.51/CD/09 riferite alla graduatoria del personale selezionato per il servizio CEO, posto all’interno della linea di esazione (art. 47 del regolamento organico CAS), per indire, senza alcun giustificato motivo, una nuova selezione con aggravio di spesa e con la certezza di scatenare un nuovo contenzioso. È di giovedì poi la notizia apparsa sulla stampa che il Dirigente generale CAS Avv. Pintabona, non ancora firmatario del relativo contratto, è stato rinviato a giudizio per abuso d’ufficio ma, sembrerebbe, destinatario già nella giornata di ieri di atti deliberativi che dovrebbero sistemarlo nella posizione di dirigente di prima fascia. Sempre a mezzo stampa apprendiamo la notizia dell’udienza TAR che potrebbe riportare all’insediamento la precedente amministrazione CAS presieduta dalla dott. Valenti, addirittura dal 16 luglio, eppure, nonostante tutto il CAS sembra oggi impegnato, come non mai, a stabilire il record sui cento metri piani approvando in fretta e furia delibere dalla scarsa legittimità.

“Ribadiamo – concludono i vertici della UILTRASPORTI – che quello che in atto ci preoccupa è conoscere la sorte dei cinquecento dipendenti del Consorzio. E’ per questa ragione che chiediamo il massimo impegno e la massima attenzione della politica affinché i lavoratori incolpevoli non debbano pagare oggi il prezzo di anni di cattiva gestione del Consorzio. Non solo, ma auspichiamo l’intervento della magistratura perché nel più breve tempo possibile vengano ristabilite le condizioni di legalità negli atti che concernono la gestione del Consorzio”

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