Le “confessioni” degli ex-lavoratori Futura al presidente Napolitano: le amicizie e gli interessi di poteri prevalgono

Le “confessioni” degli ex-lavoratori Futura al presidente Napolitano: le amicizie e gli interessi di poteri prevalgono

Le “confessioni” degli ex-lavoratori Futura al presidente Napolitano: le amicizie e gli interessi di poteri prevalgono

giovedì 03 Febbraio 2011 - 08:02

Di seguito riportiamo il testo integrale della lettera che i dipendenti della cooperativa hanno inoltrato al Capo dello Stato. Denunce ben precise in cui si attacca quel “sistema malato che esiste al Comune di Messina”. Parole che ora più che mai trovano conferma nei fatti di recente venuti alla luce sulla gestione dei servizi sociali

Era il mese di giugno quando al Quirinale viene recapitata la lettera scritta dai lavoratori dell’ex-Cooperativa Futura. Ieri (vedi correlato) la risposta di Napolitano per tramite della Prefettura. Un accorato appello per cercare di sensibilizzare la più alta carico dello Stato rispetto ad una vicenda che ormai da oltre un anno affligge il destino di tante famiglie. La vicenda Futura tenne banco sulle pagine delle cronache cittadine per diverso tempo, ma senza mai forse acquisire quella centralità che le sarebbe spettata. Perché lo scandalo che di recente ha investito il settore dei servizi sociali, le “vicinanze” tra politica e cooperative, altro non è se non quanto denunciato per mesi da lavoratori e sindacati, con l’aggravante che nel caso della Futura i lavoratori che hanno comunque continuato a svolgere un servizio, lo hanno fatto in regime “gratuito”, senza cioè percepire quanto gli sarebbe spettato. Della vicenda è stata anche investita la Procura della Repubblica, a cui gli ex-dipendenti hanno inoltrato un esposto, e le forze dell’ordine su circostanziate denunce dei diretti interessati.

Passaggi ben documentati nella lettera che i lavoratori hanno inoltrato al Capo dello Stato Giorgio Napolitano e in cui si spiega, data dopo data, evento dopo evento, protesta dopo protesta, le responsabilità di cui si sarebbero macchiati, il Comune, il sindaco e i dirigenti della cooperativa. Di seguito riportiamo integralmente il testo del documento inviato a Napolitano. Ci teniamo però a sottolineare una frase che, alla luce di quanto avvenuto, assume quasi il sapore di una profezia: «Quello che si evince è come all’interno del Comune di Messina ci sia un sistema che non funziona, un sistema malato, in cui le “amicizie”, gli interessi di potere, vadano a discapito di onesti lavoratori»…(Elena DE Pasquale)

Egregio Presidente

chi le scrive è una rappresentanza dei lavoratori della Cooperativa Futura, una Cooperativa che per anni ha gestito il servizio di assistenza ai disabili nelle scuole per conto del Comune di Messina.

La situazione che si è venuta a creare è a dir poco scandalosa : per tutto l’anno scolastico abbiamo lavorato senza percepire lo stipendio (gli unici stipendi percepiti erano stati quelli di settembre e ottobre avuti a fine 2009). Il Comune di Messina corrispondeva periodicamente le somme spettanti alla Cooperativa, ma questa non pagava i dipendenti, adducendo come motivazione di aver altre spese da pagare.

Più volte, supportati dal nostro sindacato, la FP Cgil, abbiamo chiesto la rescissione del contratto da parte del Comune per queste inadempienze. Il 20 maggio 2010, dopo l’ennesima protesta di noi lavoratori, che avevamo occupato le scale del Comune, il Sindaco aveva accettato di incontrare una nostra delegazione, e dopo essersi consultato con i legali del Comune aveva deciso di rescindere il contratto con la Cooperativa Futura. Quando sembrava che questa vertenza fosse arrivata all’atto finale, ci si è dovuti ricredere perché dopo qualche giorno l’Amministrazione Comunale ha riaffidato i servizi alla suddetta cooperativa, manifestando più chiaramente i legami tra questa amministrazione e un consigliere comunale, alla cui famiglia è riconducibile la proprietà della cooperativa.

Da quel momento, perdendo fiducia nei confronti del Comune di Messina, grazie anche alla fermezza del nostro sindacato ci siamo rivolti alla Magistratura, alla Prefettura, all’Ispettorato del Lavoro, alla Digos, presentando le dovute denunce.

Addirittura l’amministrazione comunale aveva prodotto una lista “nera” in cui erano stati inseriti i nostri nomi e quello della Segretaria generale della FP CGIL ClaraCrocè,, che ci vietava l’ingresso al Comune, quello che dovrebbe essere la “casa dei cittadini”.

Ad oggi la situazione è questa : gli stipendi percepiti sono solo 4 (novembre e dicembre 2009, gennaio ed aprile 2010), il Comune ha bloccato i mandati per gli stipendi di maggio e giugno perchè noi lavoratori abbiamo dato mandato all’avvocato del sindacato per l’atto stragiudiziale; per gli stipendi di febbraio e marzo bisogna aspettare il decorso dei decreti ingiuntivi presentati dall’avvocato della Cgil, così come per i rinnovi contrattuali, malattie e maternità che non sono mai stati pagati; la Cooperativa si rifiuta di consegnare le buste paga al Comune per far sì che sia questo stesso ad elargire le mensilità di maggio e giugno direttamente a noi lavoratori.

Si aggiunga anche il fatto che il 30 giugno 2010 il Comune di Messina dopo lunghe proteste e denounce , ha finalmente tolto i servizi alla Cooperativa, affidandoli ad altre cooperative fino al 31 dicembre, quando ci saranno le nuove gare d’appalto.

Con il licenziamento conseguito per fine contratto adesso si aggiunge agli stipendi arretrati anche il TFR, le cui quote dei dipendenti che avevano creato dei fondi assicurativi non sono mai state versate dalla Cooperativa.

Teniamo a precisare che durante l’anno scolastico abbiamo comunque svolto il nostro lavoro in modo rispettoso pur non ricevendo lo stipendio, non facendo mai pesare la situazione sugli utenti, che nel nostro caso sono bambini. Non sono mai arrivate lamentele da parte dei genitori dei bambini che seguiamo, anzi più volte ci hanno mostrato la loro solidarietà e il loro sostegno.

Non riusciamo a comprendere.

Quello che si evince è come all’interno del Comune di Messina ci sia un sistema che non funziona, un sistema malato, in cui le “amicizie”, gli interessi di potere, vadano a discapito di onesti lavoratori.

Il 15 settembre ci apprestiamo ad iniziare un nuovo anno lavorativo, stavolta con un’altra Cooperativa che ci seguirà solo fino al 31 dicembre. La nostra paura è che con le nuove gare d’appalto la Cooperativa Futura possa riavere i servizi che le sono stati tolti, e siamo certi che se così sarà ci saranno ripercussioni su di noi che abbiamo osato protestare e lottare per qualcosa che ci spetta di diritto.

Quello che chiediamo è un Suo autorevole intervento che accerti lo stato di illegalità in cui per anni ha lavorato la Cooperativa Futura senza mai un controllo da parte di alcun ente, nonostante le proteste e le richieste di rescissione dei contratti avanzate dal nostro Sindacato da oltre un anno..

In attesa di una sua risposta le porgiamo i nostri più sentiti saluti.

I lavoratori della Cooperativa Futura

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