I rappresentanti delle sigle autonome chiedono un incontro urgente per discutere la riorganizzazione degli incarichi sindacali. «La cogestione con la politica ha messo in ginocchio tutta l’azienda»
Per l’Atm un unico male originario che oggi rischia di decretarne il fallimaneto: una clientelare cogestione politico/sindacale che oggi tornano a denunciare con forza le sigle sindacali autonome di OrSa, Cub, Ugl e le rispettive segretarie aziendali OrSa Trasporti, Cub Trasporti e Ugl Trasporti. Secondo i rappresentanti dei lavoratori l’ennesima vergogna si sarebbe consumata durante la riunione dello scorso 14 dicembre con all’ordine del giorno “turni capolinea e vendita biglietti”, «nella quale era presente – si legge nella nota – un rappresentante sindacale incaricato a valutare i turni che egli stesso aveva precedentemente stilato in chiaro conflitto d’interessi, ricoprendo il ruolo aziendale di coordinatore alla mobilità». Una stranezza che per OrSa, Cub e Ugl, rappresenta solo la punta dell’iceberg di una gestione sindacale che ha perso di vista il ruolo originario di controparte dell’azienda a tutela dei diritti dei lavoratori.
«L’Atm – si legge nel documento delle sigle autonome – è diventato lo zimbello cittadino proprio a causa di questa cogestione politico/sindacale. Al punto in cui si è giunti non ha alcun senso proseguire l’azione di responsabilità che avevamo intrapreso a sostengo del progetto di risanamento e rilancio dell’azienda, alla luce dei fatti diventa prioritario riformare l’intero sistema delle relazioni sindacali, con la separazione delle carriere, sindacale/aziendale, come avviene in altre società». La richiesta e dunque quella revocare l’accordo di giorno 14 ma soprattutto di convocare un nuovo incontro dove analizzare e discutere la riorganizzazione delle corrette relazioni sindacali, che al momento consentono l’esistenza di ruoli innaturali in doppia rappresentanza finalizzata ad interessi di bottega a discapito della collettività. In caso contrario pronte nuove forme di protesta».
