Dal Brennero a Messina: gli agricoltori italiani in strada per difendere il marchio del Made in Italy

Dal Brennero a Messina: gli agricoltori italiani in strada per difendere il marchio del Made in Italy

Dal Brennero a Messina: gli agricoltori italiani in strada per difendere il marchio del Made in Italy

martedì 06 Luglio 2010 - 09:53

Il caso della mozzarella blu contaminata prodotta in Germania ma distribuita in tutta Europa con marchi italiani, scatena le ire dei produttori nostrani: domani, a partire dalle 8.00, presidio anche al molo di Tremestieri

Un viaggio lungo, non certo “dall’Alpi alle Piramidi” parafrasando i celebri versi di Manzoni, ma dal Brennero a Messina. E’ partita questa mattina proprio dal valico montano, la protesta degli imprenditori agricoli della Coldiretti contro il rischio del finto “Made in Italy”. La sede del presidio è stata scelta in modo strategico: dalla frontiera del Brennero, limitrofa con l’Austria, a quella del Frejus, provengono i TIR che dall’estero importano i prodotti alimentari. Il panico da imitazione che mette in discussione il “buon nome” delle inconfondibili prelibatezza del Bel Paese, si è scatenato a seguito della produzione, in Germania, delle mozzarelle blu contaminate, distribuite poi in tutta Europa con etichette appunto italiane.

La protesta, che nasce dal desiderio di sensibilizzare l’opinione pubblica ma anche le istituzioni sul problema della qualità degli alimenti e della tracciabilità della stessa, toccherà domani, a partire dalle 8.00, anche la città dello Stretto, in particolari gli imbarcaderi di Tremestieri. Centinaia di imprenditori, infatti, controlleranno le merci in arrivo a Messina, in segno di continuità peninsulare con quanto accaduto oggi sul passo del Brennero, fino alla destinazione prevista, dove un “Comitato d’accoglienza” svolgerà ulteriori verifiche affinché la merce locale non venga confusa con quella appena arrivata.

Le automobili saranno identificate da grandi scritte inneggianti alla filiera agricola tutta italiana, che mira a ridurre i passaggi, e soprattutto che gli scandali alimentari non vengano pagati dai produttori onesti e dai consumatori. “L’orrore della mozzarella blu è solo l’ultimo caso di un sistema che vede arrivare dall’estero produzioni che vengono spacciate per italiane – sottolineano il presidente e il direttore della Coldiretti siciliana, Alfredo Mulè e Giuseppe Campione”. Ciò che viene chiesto, del resto, è l’approvazione a livello europeo, che vi sia una etichettatura obbligatoria che garantisca la tracciabilità del prodotto in tutti i paesi dell’Unione Europea: dalle materie prime al luogo nel quale queste vengono lavorate, confezionate e smistate nei vari centri di distribuzione. Le imprese, in definitiva, intendono ottenere che vi sia il rispetto delle regole e delle norme europee in ogni contesto. A essere messi in crisi non è l’economia italiana ma anche l’immagine del Made in Italy all’estero.

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