Ventiquattro ore di sciopero indetto da lavoratori del comparto ferroviario. Testa e Barresi(Cisl): «Siamo stanchi di promesse». Oceano (Cgil): «Inutile incontrarsi con Buzzanca, la questione deve arrivare al tavolo della Presidenza dei Ministri»
Ancora un avvio di settimana all’insegna della protesta, ancora un lunedì di manifestazione contro la politica di dismissione messa in atto da Rfi nell’area dello Stretto. Un sit-in, quello che organizzato per questa mattina da sindacati e lavoratori, anticipato dallo sciopero che ha avuto inizio ieri sera alle 21 e che si protrarrà per le prossime ventiquattro ore. Tutti fermi tutti dunque i mezzi Fs.
Una protesta come altre ce ne sono state durante lo scorso inverno e nei caldi mesi d’estate, ma con un fattore in più da prendere in considerazione, quello cioè temporale. Dicembre, infatti, rappresenta il termine ultimo entro cui riuscire a salvare il trasporto da e per la Sicilia. Secondo il piano aziendale presentato da Rfi prima della fine dell’anno si rischia di assistere alla cancellazione dei treni a lungo percorrenza nell’isola. Una eventualità che le organizzazioni sindacali paventano da mesi e che sempre più rischia di trasformarsi in realtà.
Oggi dunque nuova giornata di confronto con le istituzioni locali nella speranza di stabilire ulteriori occasioni di interlocuzione con il governo nazionale che finora, nonostante i tanti “tavoli tecnici”, ha fornito ben poche risposte alle legittime domande di chi amministra e vive il territorio.
Proprio in questi istanti i segretari dei sindacati stanno incontrando il sindaco Giuseppe Buzzanca.
All’incontro sono assenti Cgil e Uil, che stanno invece attendendo un incontro con il Prefetto Francesco Alecci: «è inutile incontrarsi con il sindaco, la vertenza non può essere più affrontata con tavoli tecnici locali ma dev’essere portata all’attenzione della Presidenza del Consiglio dei Ministri . Quello che farà il sindaco sarà di chiamare il ministro Matteoli per cercare di concertare una soluzione, ma il diritto alla mobilità non deve essere garantito tramite -favori-, è un diritto che deve essere garantito a prescindere», dichiara Lillo Oceano segretario provinciale della Cgil.
Tornando all’incontro di Palazzo Zanca, tante le domande che i sindacati, ancora una volta, intendono sottoporre all’attenzione del primo cittadino rispetto all’atteggiamento assunto da un governo che tutto sembre fuorchè “amico” e che sembra piuttosto continuare a tagliare le gambe ad un settore, quello della mobilità ferroviaria siciliana, già al limite delle forze. «Ai nostri rappresentanti politici – affermano Testa e Barresi, segretario del settore ferrovie della Fit-Cisl – chiediamo di prendere posizione con i politici nazionali prima che sia troppo tardi, ma non per richiedere e ottenere risorse aggiuntive come sarebbe giusto fare e come fanno i loro colleghi del resto d’Italia bensì, più modestamente, di attivarsi per evitare che scompaia per sempre il trasporto ferroviario». Risposte che non potranno sicuramente giungere domani ma che sindacati e lavoratori si augurano possano almeno arrivare nelle prossime settimane.
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(foto Dino Sturiale)
