Ad inizio luglio l'ok della Regione per la costruzione della discarica di Pace, ma per dare il via ufficiale ai lavori bisogna ancora attendere: «I tempi della regione, si sa, sono biblici» commenta il responsabile tecnico di Messinambiente Miloro
Messina come Napoli, Messina rischia di cadere nel baratro come i mesi passati, Messina nuovamente sull’orlo dell’emergenza rifiuti. Questo, in estrema sintesi, il succo della lettera di “Sos” che il sindaco Buzzanca, con il benestare del presidente di Messinambiente Dalmazio e dell’Ato3 Ruggeri, ha inviato al presidente del consiglio Berlusconi nella speranza che una soluzione possa esserci anche per Messina.
Alla città dello Stretto, secondo le previsioni tutt’altro che incoraggianti del primo cittadino, rimarrebbero ancora pochi giorni di ossigeno, fino al mese di settembre, termine ultimo trascorso il quale l’immondizia rischia di tornare ad “abitare” strade e marcipiedi ed ogni angolo della città.
Un’emergenza che in tanti avevano considerato “scongiurata”, un vecchio ricordo, soprattutto all’indomani dell’ok, da parte della Regione, alla costruzione della discarica di Pace dove, secondo i progetti, entrerà in fuzione un moderno impianto di pretrattamento nel quale si effettueranno operazioni di separazione della frazione secca da quella umida per rispettare quanto previsto dalle normative vigenti in materia. Una notizia accolta da previdibili polemiche, soprattutto rispetto all’ “allargamento” dei vincoli Zps (Zone a Protezione Speciale) che insistono proprio sull’area di Pace e ai relativi rischi ambientali, e da altrettanto comprensibili entusiasmi per il risparmio in termini economici dovuto all’abolizione dei costi di conferimento presso la discairca di Mazzarà, e in termini di autonomia nella raccolta dei rifiuti.
Un progetto da realizzare in tempi brevi, nel giro di un paio di mesi, aveva azzardato lo stesso presidente di Messinambiente Dalmazio, e che tuttavia come ci conferma oggi il direttore tecnico della stessa società Miloro, procede a rilento a causa del mancato arrivo da Palermo del decreto ufficiale (firmato cioè dell’assessore regionale al ramo Milone) che specifichi costi, tempi e modalità di attuazione del progetto: «Si sa – afferma Miloro, a cui chiediamo se in queste settimane qualcosa si sia mosso – i tempi della regione sono biblici, ancora non è perventuo alcun documento. Oggi tuttavia l’ing. Lisi – questa la principale novità – si trova a Palermo proprio per capire se ci sia qualche novità, in serata potrebbero avere qualche informazione più precisa».
