Il presidente Trovato: «Fra quattro mesi sarà di nuovo autunno, ma non ci sono notizie». Oggi fiaccolata di protesta a San Fratello, dove sono ancora 970 gli sfollati
Troppo immobilismo, che genera preoccupazione. Passano le settimane, ma della vera messa in sicurezza dei comuni dei Nebrodi colpiti da alluvioni, non c’è traccia. Così scendono in campo i sindaci, gli ingegneri del messinese ma anche e soprattutto i cittadini. Stasera alle 19 a San Fratello si svolgerà una fiaccolata, che attraverserà le zone “rosse”per concludersi al Comune, a piazza Ivan Ghitti. Un modo civile per ricordare, tra l’altro, che sono ancora 970 gli sfollati causati dalla frana di qualche mese fa, di cui 102 ospitati in alberghi. Domenica pomeriggio alle 17, invece, i cinquanta sindaci nebroidei incontreranno il presidente della Regione Raffaele Lombardo, probabilmente a palazzo Gallego di Sant’Agata Militello, per chiarire modalità e tempi degli interventi di messa in sicurezza.
E proprio sui tempi interviene il presidente dell’Ordine degli ingegneri, Santi Trovato, a nome di tutto il Consiglio, che nella seduta del 12 maggio ha espresso «espresso forte preoccupazione di fronte ad una situazione di sostanziale immobilismo degli enti preposti. Infatti dopo una prima fase di mobilitazione istituzionale che ha portato i mass media a puntare i “fari” dell’attenzione sulle vicende delle popolazioni fortemente segnate dagli eventi calamitosi dell’autunno ed inverno scorsi, non si hanno, ad oggi, notizie circa l’attività di messa in sicurezza dei territori dissestati».
Trovato sottolinea che l’Ordine «sin dalla prima fase, con la partecipazione alle attività nella zona di Giampilieri e poi con la ricognizione effettuata nel comune di San Fratello, ha mostrato forte sensibilità al tema attualissimo della gestione virtuosa del territorio mettendo a disposizione le sue migliori professionalità, non ha avuto più modo di registrare concrete iniziative atte a mitigare il rischio per i mesi seguenti». Ma adesso non c’è tempo. Trovato intende segnalare «che il breve lasso temporale che ci separa dal prossimo autunno (appena 4 mesi e 15 giorni) non consente ulteriori rinvii per porre in essere gli interventi urgentissimi di messa in sicurezza del territorio disastrato. Gli ingegneri di Messina e provincia, esprimendo preoccupazione per lo stato di instabilità in cui si trova la zona dei Nebrodi e la fascia collinare Messinese – Ionica, rimangono a disposizione, come peraltro dimostrato dalla presenza sui luoghi del presidente del Consiglio nazionale ingegneri, Gianni Rolando, e del presidente della Consulta regionale, Gaetano Fede, per ogni attività utile a scongiurare il rischio di un altro inverno che tristemente registri ancora morti, dispersi e sfollati sul nostro martoriato territorio».
(foto Sturiale)
