Ente Fiera, doppio pignoramento di beni strumentali per 25mila euro

Ente Fiera, doppio pignoramento di beni strumentali per 25mila euro

Ente Fiera, doppio pignoramento di beni strumentali per 25mila euro

lunedì 07 Febbraio 2011 - 17:17

Questa mattina l’Istituto Vendite Giudiziarie ha portato via dai locali della cittadella fieristica computers, divani, mobili e quadri. L’ex commissario Fabio D’Amore, il cui mandato è scaduto lo scorso 3 febbraio, rassicura: «Un pignoramento che non scalfisce l’opera di risanamento avviato nel 2009. Concordato con la Regione percorso di azzeramento dei debiti»

Questa mattina l’Istituto Vendite Giudiziarie ha portato via dai locali della Cittadella Fieristica che ospitano l’Ente Autonomo Fiera di Messina diverse beni di proprietà dello stesso Ente. Nel complesso una ventina di personal computers, alcuni divani, mobili e anche quadri. Il motivo sarebbe riconducibile ad alcuni debiti pregressi mai saldati, facenti riferimento alle passate gestioni e che ormai da anni gravano sull’Ente Autonomo. Si tratta di un doppio pignoramento per circa 25 mila euro di beni strumentali.

Da parte dei vertici della Fiera una presa di posizione ufficiale è giunta nel tardo pomeriggio. Il general Manager Carmelo Santoro si trova fuori sede e tornerà in città solo domani, dunque non ha potuto rispondere nel dettaglio circa l’intervento odierno dell’Autorità, non essendo in possesso della copia dell’apposito provvedimento. Ad intervenire dopo la pubblicazione del nostro articolo è stato invece Fabio D’Amore, il cui mandato di commissario straordinario è scaduto lo scorso 3 febbraio. «Mi corre l’obbligo di precisare – ha affermato – che il doppio pignoramento posto in essere in data odierna, con tanto clamore, nei locali amministrativi del quartiere fieristico di Viale della Libertà, non inficia il lavoro di risanamento iniziato all’atto del mio insediamento che risale al 2009. Un lavoro – ha ribadito D’Amore – che terminerà nel volgere di qualche mese avendo già stabilito con la Regione un percorso che condurrà la Fiera all’azzeramento dei debiti contratti dalle precedenti amministrazioni, mediante l’accensione di un mutuo par a 2 milioni di euro a fronte degli oltre 4 milioni ereditati a causa di gestioni forse poco oculate della cosa pubblica».

Una precisazione ritenuta opportuna da D’Amore: «Nemmeno un euro di debito può essere imputato all’attuale governance della cittadella fieristica, mentre la “zavarra” eredità ha sicuramente frenato il rilancio dell’attività fieristica dell’antico ente messinese. Da oltre due anni – ha concluso il commissario – ci rimbocchiamo le maniche per non veder morire un’istituzione che fa parte della storia della Città e che altri amministratori hanno fatto di tutto per cancellare; oggi grazie allo stanziamento regionale di 350 mila euro insieme ai 200 mila frutto delle attività fieristiche da noi organizzate, riusciamo tranquillamente a coprire i costi di gestione del personale, ma la quota certa della regione (350 mila euro) destinata agli stipendi non può per legge essere distratta verso altre poste contabili ed in tal senso il pignoramento di cui siamo stati oggetto è frutto di una cattiva interpretazione della norma poiché la liquidità “adocchiata” dai due creditori non poteva essere utilizzata per coprire la quota delle esposizioni debitorie con i privati, che ricordiamo ammontano complessivamente a circa 400 mila euro su un totale di un milione e 800 mila e di cui quasi due terzi sono pertanto riconducibili a debiti con altri enti pubblici».

In settimana il Commissario D’Amore ha annunciato che si recherà a Palermo e stabilirà con i dirigenti degli assessorati al Bilancio ed alle Attività produttive gli ultimi dettagli per la definitiva ripartenza, tra i quali va messo al primo posto la nomina dei revisori dei conti, il cui mancato insediamento ha fino ad oggi impedito l’accensione del mutuo di 2 milioni di euro. Intanto tra i lavoratori dell’Ente è ovviamente emersa un po’ di preoccupazione per quanto accaduto questa mattina. Soprattutto per quanto riguarda i pc: si tratta infatti di strumenti di lavoro necessari per la programmazione di qualsiasi attività. Al di là di una circostanza annunciata dalle tante, pesanti, richieste creditizie, quello che mette in apprensione di più i dipendenti dell’Ente è il futuro della Fiera stessa. Nelle prossime ore comunque, è attesa una presa di posizione anche di alcuni rappresentanti sindacali in merito alla vicenda odierna. (E.Rigano – foto Sturiale)

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