Raggiravano ingenui automobilisti con la truffa degli specchietti retrovisori. E se diversi di loro ci sono cascati qualcuno ha sentito puzza di bruciato ed ha avvertito le forze dell’ordine. Nel giro di poche ore Polizia e Carabinieri arrestato padre e due figli. Si tratta di Francesco Fiaschè, 43 anni e dei figli Gaetano e Giovanni di 18 e 22 anni, tutti residenti a Noto.
Appartengono ad una famiglia di nomadi che si sposta soprattutto nel sud Italia e che da qualche mese si è stabilita nella zona nord di Messina.
Ieri hanno deciso di mettere a segno una serie di colpi nei villaggi rivieraschi della zona.
Francesco Fiaschè ed il figlio Gaetano sono stati i primi. Dopo aver parcheggiato la loro Fiat Bravo in una stretta stradina di Rodia hanno atteso l’arrivo della vittima. Quando è transitata un’utilitaria, condotta da un uomo di 61 anni, sono entrati in azione. Hanno inseguito l’autovettura e l’hanno bloccata. Quindi hanno mostrato all’uomo uno specchietto retrovisore che loro stessi avevano rotto con un colpo di bastone, sostenendo che era stata l’utilitaria a danneggiarlo. I due hanno chiesto 50 euro di risarcimento ma il 61enne per tuta risposta ha chiamato il 113. L’equipaggio di una Volante ha bloccato la Fiat Bravo a Mortelle e condotto i due Fiaschè alla caserma Zuccarello. In auto hanno trovato il bastone di legno, mentre addosso al padre sono stati scoperti e sequestrati 505 euro, ritenuti provento di altre truffe. I due sono stati arrestati per tentata truffa, resistenza a pubblico ufficiale e porto di coltello di genere vietato. Contemporaneamente i Carabinieri comunicavano che alla stazione di Villafranca Tirrena un uomo aveva denunciato di aver subito una truffa identica. Si trattava di 62enne che si trovava ad Orto Liuzzo a bordo della sua Bmw 320. Identiche le modalità della truffa e l’uomo era stato costretto a consegnare 100 euro ad un ragazzo con una vistosa cicatrice sul labbro. Per Polizia e Carabinieri non è stato difficile risalire all’autore del colpo. Fra i familiari dei Fiaschè in attesa alla Zuccarello c’era anche un giovane con una cicatrice sul labbro, o meglio con il labbro leporino. E’ stata la vittima della truffa a riconoscerlo come il giovane che qualche ora prima gli aveva portato via cento euro. Per Giovanni Fiaschè è scattato l’arresto con l’accusa di truffa.
