Confermata la custodia cautelare per un sedicenne messinese che filmò una coetanea
E’ punibile per violenza sessuale di gruppo chi, pur non congiungendosi carnalmente con la vittima, filma l’episodio con il telefono cellulare. Lo ha stabilito oggi la Corte di Cassazione decidendo sul ricorso di un adolescente di Messina accusato di violenza sessuale di gruppo nei confronti di una 16enne, violentata da un ‘branco’ di amici, dopo essere stata costretta a bere una bevanda mista a cenere che l’aveva indotta in stato di incoscienza. I fatto risalgono al 25 aprile scorso durante una festa da ballo. Il minorenne che ha filmato la violenza non aveva consumato alcun rapporto con la vittima ma si era limitato a filmare la scena.
La Corte di Cassazione ha confermato la custodia cautelare in una Comunità al minore, per concorso in violenza sessuale, concedendogli il permesso di frequentare la scuola ma con l’obbligo di svolgere attività sociali. Secondo i giudici, infatti, -deve ritenersi acclarata la sua partecipazione attiva e consapevole non realizzatasi attraverso atti tipici di violenza sessuale ma, comunque, in rapporto causale con quello che i condannati stavano facendo-.
Il 16enne, secondo i Giudici della Corte di Cassazione, -non aveva dimostrato ravvedimento avendo tentato di giustificare e minimizzare la sua azione trasgressiva- addirittura dicendo che era stata la vittima a farsi filmare.
