Grazie anche alla complicità di 83 acquirenti di singole unità immobiliari in vendita, il professionista è riuscito ad evadere il fisco. I clienti hanno attestato nel rogito un prezzo di acquisto delle abitazioni, per importi inferiori, in media dal 30 al 40%, rispetto a quelli effettivamente corrisposti
Dichiarando nel rogito un prezzo inferiore di vendita rispetto a quello effettivamente corrisposto, 83 acquirenti hanno consentito ad un costruttore messinese di occultare al Fisco sedici milioni di euro. A scoprirlo è stata la Guardia di Finanza di Messina, che a conclusione di una complessa attività di polizia economico-finanziaria, nei confronti di una società operante nel settore dell’edilizia residenziale, ha svelato il sistema della frode che oltre ai 16 milioni occultati al fisco ha permesso al professionista di sottrarre 500mila euro alle casse della Regione, per l’Irap, e infine ha consentito di non versare Iva per oltre 1 milione di euro.
Una parte rilevante dell’evasione fiscale si è realizzata grazie anche alla complicità di 83 acquirenti di singole unità immobiliari in vendita, che si sono prestati al gioco del costruttore. L’imprenditore aveva realizzato dei complessi edilizi lungo la litoranea nord nella zona di S.Agata. Gli acquirenti, di fronte alla prospettiva di risparmiare intorno a 1000, 2000 euro, non hanno esitato ad attestare nel rogito un prezzo di acquisto delle abitazioni, per importi inferiori, in media dal 30 al 40%, rispetto a quelli effettivamente corrisposti.
Parte dell’evasione è stata riscontrata anche ricorrendo allo strumento degli accertamenti bancari.
Il costruttore è stato denunciato per dichiarazione fraudolenta e dovrà pagare una sanzione di 500mila euro per il mancato versamento dell’Irap. La Guardia di Finanza ha fatto scattare una denuncia anche il proprietario del terreno sul quale il costruttore ha realizzato i due complessi abitativi. L’uomo, infatti, dopo aver ceduto il terreno in cambio di 10 appartamenti ha dichiarato che ogni appartamento valeva appena 500 mila euro mentre in quella zona sarebbero stimati intorno a 3 milioni e mezzo di euro.
NdR: I lettori di Tempostretto giustamente vorrebbero conoscero il nome dell’imprenditore denunciato per non rischiare di finire nelle sue grinfie. Per evitare questo rischio basterebbe rispettare le leggi e le regole esistenti. Così come abbiamo fatto sempre noi di Tempostretto. Come abbiamo ripetuto infinite volte, ma lo facciamo volentieri ancora una volta, non si possono pubblicare i nomi di persone denunciate a piede libero. Quindi nemmeno le foto o elementi che potrebbero far risalire all’identità del soggetto in questione. Ci rammarica leggere nei commenti dei lettori che intendiamo tutelare questo o quel lestofante mentre ci accaniamo sui poveri derelitti. Non è nè il nostro stile nè il nostro obiettivo. Quanto alle fotografie è chiaro che possiamo pubblicare solo quelle che ci vengono fornite dalle forze dell’ordine non possedendo un archivio di tutti i cittadini messinesi. Non c’è mai stata in noi la volontà di colpire questo o quello o di voler tutelare qualcuno e se abbiamo sbagliato qualche volta lo abbiamo fatto in perfetta buona fede. Chi segue Tempostretto tutto questo ormai dovrebbe saperlo.
