I due sindacati si dicono preoccupati per le ripercussioni sindacali che avrà lo smembramento del sistema trasporti
E’ previsto per il prossimo gennaio il battesimo ufficiale di “Bluferries”, la società in cui il Gruppo FS ha deciso di far convergere tutte le attività di trasporto gommato sullo stretto svolte dal vettore pubblico, scorporandola da RFI Bluvia a cui resterà unicamente il trasporto ferroviario.
“Una scelta aziendale finalizzata ufficialmente alla separazione delle due tipologie di trasporto, gommato e ferroviario, imposta dall’Authority – spiegano i responsabili del settore Ferrovie di Fit Cisl Michele Barresi e Uilt Uil Mario D’Arrigo– nella quale il Gruppo FS, ad oggi, non ha ritenuto opportuno coinvolgere il sindacato. Molte restano le perplessità sulle reali motivazioni che hanno portato RFI alla decisione di separare la flotta dedicata prettamente al trasporto ferroviario da quella dedicata al gommato”.
A preoccupare il sindacato sono le modalità e le ripercussioni sul personale ferroviario, oltre 550 lavoratori tra ferrovieri e trimestrali impiegati complessivamente nel settore navigazione FS di Messina, per i quali restano incerti futuro e sviluppi occupazionali e le garanzie contrattuali dei ferrovieri.
“Siamo fortemente preoccupati – precisano Barresi e D’Arrigo – che si tratti del nuovo “cavallo di Troia” utilizzato da FS, come già avvenuto per il trasporto pendolare con Metromare, per spianare la strada ad un futuro vettore privato, forse già pronto a subentrare, cedendo a questi progressivamente la fetta appetibile di mercato del trasporto pubblico gommato sullo stretto”.
RFI Bluvia manterrà le navi Villa, Scilla e Iginia dedicate al trasporto ferroviario mentre rientreranno nel patrimonio della neo-società Bluferryes la nave Enotria e la tristemente famosa ex Razzoli e Budelli, oggi Reggio e Mongibello, quest’ultima da oltre un anno ferma per sequestro tecnico dell’autorità marittima. Le bidirezionali Fata Morgana e Riace, invece, dovrebbero essere utilizzate alternativamente da entrambe le società.
“Non possiamo che dirci fortemente preoccupati – affermano ancora Barresi e D’Arrigo – di fronte ad una società che si presenta con una flotta inadatta tecnicamente e numericamente ad essere competitiva con la concorrenza privata e che eredita un consuntivo commerciale, quello del vettore pubblico, impietoso. Negli ultimi cinque anni, infatti, i mezzi trasportati tra le due sponde sono diminuiti di circa 38 mila mezzi pesanti e 125 mila autovetture”.
Per Fit Cisl e Uilt Uil l’operazione dello scorporamento societario raddoppierà ruoli dirigenziali aggravando ancora di più il bilancio del vettore pubblico, mentre restano ancora oscuri metodi e criteri nell’utilizzazione e reclutamento del personale tra le due società.
“Non vorremmo – concludono – che la scelta di far correre sul mercato un cavallo già zoppo in partenza sia deliberatamente presa per poi giustificare il successivo intervento da salvatore della patria di un soggetto privato che si troverebbe la tavola già imbandita”.
Il sindacato, a fronte del continuo e palese ridimensionamento del Gruppo Fs dalle attività di navigazione sullo stretto negli anni, non può che vedere in questa operazione l’ennesimo tentativo di RFI di favorire il progressivo disimpegno del vettore pubblico dal trasporto gommato lasciando attività lucrose unicamente nelle mani dei soliti privati.
In questo frangente, il sindacato non può che mantenere alta l’attenzione e ha già chiesto ai vertici FS un immediato confronto per chiarire le reali intenzioni dell’azienda nel comparto navigazione dello stretto.
