A dichiararlo Antonino Zullo, presidente provinciale della Uisp
A breve il Giro d’Italia farà tappa a Messina; Antonino Zullo, presidente provinciale della Uisp, trova però inopportuna la scelta del percorso.
“Dopo anni finalmente il Giro d’Italia approda a Messina seppure per un passaggio fugace dalla nostra città. Però l’accoglienza non è delle migliori. La scelta del percorso mi sembra inopportuna considerato che se ne poteva disegnare uno più consono.
Il passaggio sui binari della tranvia, certamente rappresenta un’insidia per la carovana ciclistica soprattutto a ridosso dell’ex sottopasso Fs di Gazzi laddove insistono persino dei binari in parallelo con il senso di marcia dei ciclisti, per non parlare di due grosse pedane non in linea poste al centro della carreggiata. Se si pensa di bloccare il funzionamento del tram in quel giorno, sicuramente rappresenterà una scelta impopolare che penalizza in modo eccessivo la cittadinanza, in considerazione del fatto che la viabilità sarà ridotta al lumicino e anche i mezzi pubblici subiranno uno stop.
Se si considera tutto ciò, non si comprende per quale motivo sia stato disegnato un percorso del genere quando invece si sarebbe potuto evitare il transito sui binari della tranvia e magari fare attraversare il cuore della città per due motivi: il primo per la sicurezza dei corridori (immaginiamo per un attimo di dover assistere a delle rovinose cadute magari a causa del manto dissestato o ai binari oppure al restringimento della carreggiata quale figura ci farà la città di Messina a livello mondiale) il secondo invece per l’immagine che si vuol dare alla città visto che il Giro sarà trasmesso in diretta tv in tutto il mondo. Eppure le alternative ci sono. Ma non si dica che tali scelte sono obbligate per mancanza di un adeguato numero di persone addette al controllo oppure che questa è la scelta meno traumatica per la città. E’ solo un falso problema.
La verità probabilmente è quella che in questa città si preferisce non avere rogne, evitare questi momenti di “disagio- senza magari pensare al ritorno d’immagine che queste manifestazioni potrebbero portare. Le scelte “impopolari- certe volte vanno fatte e si deve avere il coraggio per farle, anche se poi non sarebbero del tutto impopolari visto che si garantirebbe il servizio pubblico e la tutela dei ciclisti. Il mio vuole essere solo uno sfogo di responsabilità da addetto ai lavori considerato che nell’ambiente del ciclismo ci vivo da oltre 20 anni e in tutto questo tempo nell’organizzazione di eventi ciclistici ho avuto un ruolo di responsabilità-.
