Particolarmente grave la situazione nei reparti di Medicina Interna, Ematologia e Pronto Soccorso (MCAU), dove sono evidenti le carenze di personale medico, strutturali ed organizzative
Il sindacato Snaos punta i riflettori sull’Ospedale Papardo, sui cui già in passato si erano registrati vari interventi di denuncia (vedi articoli correlati). In una lettera aperta indirizzata al prefetto Alecci, al sindaco Buzzanca, al direttore generale dell’azienda ospedaliera Papardo-Piemonte Caruso e al presidente dell’ ordine dei Medici, denuncia le “gravi” carenze della struttura ospedaliera, segnalando nel dettaglio tutte le criticità. Secondo l’organizzazione sindacale, i problemi maggiori riguardano reparti di Medicina Interna, Ematologia e Pronto Soccorso (MCAU) e nel documento entrano nello specifico delle carenze rilevate e denunciate.
Per il Reparto di Medicina indicano i seguenti punti:
1)Carenza di Dirigenti Medici.Vi sono attualmente in servizio, escluso il primario, sei medici più uno temporaneamente in posizione di comando aziendale; data la tipologia di assistenza che il reparto di medicina deve garantire il numero dei medici dovrebbe essere di almeno dieci unità, considerando che il reparto di medicina assiste degenti affetti tra l’altro da patologie internistiche acute di tipo subintensivo, da patologie oncologiche, da patologie geriatriche e di lungodegenza. Il suddetto adeguato numero di medici (dieci) inoltre garantirebbe la possibilità di effettuare la guardia medica divisionale, indispensabile per offrire ai malati la necessaria assistenza richiesta dalla tipologia di patologie di cui essi sono affetti; la guardia medica divisionale quindi sostituirebbe la attuale guardia medica interdivisionale che i medici della Medicina Interna devono svolgere in concomitanza per più reparti (Endocrinologia, Ematologia, Angiologia) assieme ai medici di codesti reparti, con grave consequenziale deficit assistenziale per i degenti della Medicina Interna, in quanto tale tipo di guardia interdivisionale comporta un gravoso ed inidoneo dispendio di uomini e mezzi che inficia comunque giocoforza l’assistenza ai degenti. Tale carenza di medici determina agli stessi un notevole aggravio di lavoro, spesso anche improprio (poiché di natura burocratico-amministrativa), con conseguente svolgimento di turni di servizio massacranti sia per durata sia per intensità, con la impossibilità pratica anche di godere dei congedi che la Legge prevede (riposi compensativi, congedi personali, congedi per motivi di studio e aggiornamento professionale); si ricorda in particolare che la Legge prevede l’obbligo per l’Azienda di garantire il diritto allo studio e/o all’Aggiornamento Professionale per un numero di 4 ore settimanali durante tutto l’anno, più o meno cumulabili (quindi 206 ore l’anno), ma tali ore vengono da tempo ormai “sacrificate” e di fatto non concesse ai medici, affinché così essi possano essere presenti in reparto per garantire la copertura dei turni di servizio.
2) Gravi Carenze dell’applicazione della Legge ex 626/94 sulla Sicurezza nel Lavoro: letti non automatizzati, che non consentono la dovuta movimentazione autonoma od assistita dei degenti, i quali almeno al 50% sono sempre allettati; b- climatizzazione dei locali inadeguata ed insufficiente, con stanze calde d’estate e fredde d’inverno; – assenza dei pedali per l’apertura dei contenitori per i rifiuti speciali e dei lavabi; imperfetta eliminazione degli aghi usati, con grave possibile rischio di contaminazione umana con materiale biologico; assenza dei locali idonei allo stoccaggio ed eliminazione dei rifiuti biologici; assenza di idonee postazioni computer; mancata concessione dei riposi compensativi suppletivi per sindrome da Jet-Lag e/o da Burn-Out.
Per il Reparto di Ematologia, il sindacato precisa che in tale reparto esistono già da alcuni mesi i letti automatizzati ma sussistono tutte le altre carenze già sopraesposte al punto 2) per il reparto di Medicina Interna, alle quali si aggiungono le seguenti: mancata concessione dei riposi compensativi suppletivi per tossicità da radiazioni e/o da antiblastici; malfunzionamento della cappa di aspirazione per terapia antiblastica; l- mancata fornitura dei dosimetri individuali.
Per quanto riguarda il Pronto soccorso generale (oggi detto MCAU), lo Snaos evidenzia la mancata attuazione effettiva della Osservazione Breve in h 24 dei pazienti giunti al con la gravissima conseguenza che molti pazienti giunti alla MCAU vengono ricoverati ex abrupto nei vari reparti od anche fuori reparto per conto di altri reparti (spesso per conto Medicina Interna), senza completare il relativo ed indispensabile iter diagnostico-terapeutico con eventuale successiva osservazione breve fino ad un massimo di ore 24. Quanto detto – scrive il sindacato- sarebbe necessario attuarlo per tutelare la salute del paziente ed anche per evitare ricoveri impropri, dannosi sia per la salute del paziente sia per il bilancio dell’Azienda.
Messe in luce tutte le carenze e le problematiche dellaq struttura opsedaliera della zona nord, lo SNAOS lancia un ultimatum ai destinatari della lettera e avvisa che “qualora le Autorità Dirigenziali dell’Azienda Ospedaliera Ospedali Riuniti Papardo-Piemonte di Messina, entro dieci gg dalla ricezione della presente, non risolvano immediatamente e concretamente le carenze in oggetto nella maniera più idonea, lo SNAOS si riserva di adire in ogni sede tutte le Autorità Competenti in materia, al fine di salvaguardare la salute e la dignità dei malati nonché la professionalità degli operatori sanitari”.
