Vertice in Prefettura col capo della Protezione civile, che “dribbla” i giornalisti. Il sindaco: «Abbiamo fatto il punto della situazione. Stabilito un cronoprogramma: 45 giorni di tempo per analisi e fase progettuale». Nominato un terzo esperto in fenomeni franosi, il prof. Nicola Casagli
La prossima settimana sarà pronta la nuova ordinanza della presidenza del Consiglio dei ministri per superare l’emergenza sull’alluvione del 1. ottobre, con le indicazioni fornite pochi giorni fa al Governo dal commissario delegato, Raffaele Lombardo, e dal soggetto attuatore, il sindaco Giuseppe Buzzanca. Lo ha assicurato questo pomeriggio il capo della Protezione civile Guido Bertolaso, nel corso del vertice tenutosi in Prefettura alla presenza del direttore della Protezione civile regionale, Salvatore Cocina, e del prefetto di Messina, Francesco Alecci. Vertice al termine del quale Bertolaso ha “dribblato” i giornalisti, lasciando Palazzo del Governo per recarsi dal procuratore capo Guido Lo Forte “per una visita di cortesia” (e per consegnarli documenti relativi all’alluvione), mentre era atteso ad una conferenza stampa ovviamente mai tenutasi. Del sottosegretario del Governo Berlusconi, dunque, ci rimangono poche dichiarazioni rilasciate prima del summit: «Non ho mai fatto polemiche con nessuno – ha chiarito Bertolaso relativamente alla polemica sull’abusivismo – ho solo constatato alcune realtà e alcune situazioni. Non parlavo solo di Giampilieri Superiore, ma di tutto il territorio interessato da questo dramma. Mi pare che non si possa escludere che alcune delle affermazioni che ho fatto corrispondano alla realtà».
Ad informare sull’incontro alla fine sono Buzzanca e Cocina. Il sindaco ha fatto un report dettagliato aggiornando Bertolaso sullo stato dell’arte, ma ha anche elencato le esigenze alle quali dovrà far fronte la nuova ordinanza ministeriale: «Ci vogliono interventi anche per gli esercenti, i lavoratori e coloro i quali non possono svolgere le proprie attività produttive: pensiamo ad un contributo di mille euro più un trecentosessantacinquesimo del reddito annuo al giorno». Dal report sui lavori si deduce che «l’80 per cento delle abitazioni sono state sgomberate da fango e detriti, mentre i danni, su 1000 casi già esaminati, si contano per circa 30 milioni di euro». E a proposito di cifre, Buzzanca azzarda un primo bilancio: «Per ripristinare la quotidianità, che è quella che ci chiede la gente, ci vogliono almeno 7-800 milioni di euro», anche se Cocina parla di 550 milioni, che sarà poi la richiesta da inoltrare a Bruxelles. Sulle cifre necessarie Cocina specifica che è stato stimato in 40 milioni il costo totale di personale, straordinari, interventi urgenti, rimozione della terra e assistenza alla popolazione, comprendendo dunque anche gli alberghi.
«E’ stato stilato un cronoprogramma – ha aggiunto Buzzanca – secondo il quale ci vorranno 45 giorni per avere le analisi e l’avvio della fase progettuale sulla messa in sicurezza». A questo proposito ai due consulenti già nominati dalla Regione, Enrico Foti e Michele Maugeri, se ne aggiungerà un terzo, Nicola Casagli, geologo esperto in fenomeni franosi. Sul rientro a casa degli sfollati il sindaco non si sbilancia: «L’ultimo timing parlava di sei mesi, un tempo che potrebbe dilatarsi così come contrarsi. E’ importante dire anche che da questo vertice sono emerse altre problematiche nella zona sud sulle quali bisognerà intervenire».
(foto Sturiale)
