Il presidente della giunta distrettuale dell’Anm, Moleti: “Condividiamo le motivazioni della protesta, ma abbiamo deciso di ascoltare le proposte del Governo”
-Siamo assolutamente dalla parte della giunta esecutiva centrale dell’Associazione nazionale dei magistrati. Condividiamo tutte le iniziative intraprese sin qui e siamo seriamente preoccupati per i provvedimenti che il governo sta adottando. Tuttavia, abbiamo deciso di rimanere in aula ed ascoltare le proposte del rappresentante del Ministro della Giustizia Angelino Alfano, perché non vogliamo essere strumentalizzati”.
Marina Moleti, presidente della Giunta distrettuale dell’Associazione Nazionale Magistrati, spiega così la scelta dei magistrati messinesi di non abbandonare l’aula come, invece,concordato a livello nazionale. E lo fa nel corso della conferenza stampa che si è tenuta proprio nel bel mezzo della cerimonia d’apertura dell’anno giudiziario.
Una posizione ambigua e quantomeno discutibile quella assunta dai magistrati messinesi, in sintonia con le motivazioni della mobilitazione addotte dalla giunta centrale dell’associazione -che contesta le -iniziative legislative in corso e le leggi ad personam che distruggono il sistema giudiziario italiano- -ma in evidente disaccordo sulle modalità attraverso le quali esprimere il dissenso.
Le toghe messinesi, infatti, da un lato appoggiano e sottoscrivono il documento redatto dalla giunta centrale dell’Anm, denunciando ed evidenziando anomalie e problemi che riguardano il loro lavoro, dall’altro girano le spalle ai loro colleghi, prendendo le distanze dalla protesta plateale per timore di essere strumentalizzati.
-La scelta di non abbandonare l’aula – spiega ancora la Moleti- è stata adottata all’unanimità dai 7 magistrati che compongono la giunta locale dell’Anm nel corso della riunione che si è tenuta due giorni fa. Nonostante la decisione di rimanere ad ascoltare il rappresentante del Ministero della Giustizia, siamo sicuri di avere raggiunto un traguardo importante: sensibilizzare l’opinione pubblica su quello che è il nostro impegno istituzionale-.
E mentre la Moleti illustrava le ragioni che hanno indotto i magistrati messinesi a non disertare l’aula, la cerimonia proseguiva a ritmi lenti e con notevole ritardo rispetto al programma stilato.
Anche quest’anno ad “aprire le danze” è stato il presidente della Corte d’Appello di Messina, Nicolò Fazio, che si è detto stanco di dover ripetere i “soliti discorsi, con il solito rendiconto negativo, le solite lamentele, i soliti appelli al legislatore. Segno – ha sottolineato- che la crisi della giustizia non si risolve né si attenua, anzi si aggrava, nella misura in cui tardano ad essere apprestati i necessari rimedi”
La crisi – ha aggiunto – ha un solo nome: lentezza dei tempi di decisione dei giudizi civili e penali, che mina la certezza delle situazioni giuridiche, ostacola lo sviluppo economico e gli investimenti di impresa, elide l’effetto deterrente della pena, alimentando la sfiducia dei cittadini nelle istituzioni”.
All’intervento di Fazio sono seguiti quelli del rappresentante del Csm, Cosimo Maria Ferri del rappresentante del Ministero della Giustizia, Santi Consolo, che ha potuto relazionare di fronte a sedie occupate e non vuote come successo altrove; del Procuratore generale presso la Corte d’Appello, Franco Cassata; del presidente dell’Ordine degli avvocati, Francesco Marullo di Condojanni ; del Procuratore della repubblica presso il Tribunale di Messina, Guido Lo Forte; del Procuratore della repubblica presso il Tribunale di Barcellona P.G., Salvatore De Luca; della rappresentante della Federazione Magistrati Onorari di Tribunale, Cettina Gulletta , del responsabile distrettuale dell’Associazione nazionale Giudici di pace, Francesco Pitrè , del Presidente della Camera civile, Augusto Pagano ; del rappresentante dell’Associazione nazionale Dirigenti Giustizia, Claudio Marino, e del segretario provinciale della Cisl, Tonino Genovese.
(foto Dino Sturiale. Su photogallery altri scatti della cerimonia d’inaugurazione
Negli articoli correlati il link al video integrale della cerimonia)
