Ieri manifestazione nell'ambito del ciclo -La città oltre il Muro-. Ciccio Rizzo, Piero Adamo e Ferdinando Croce: «Gli enti interessati si siedano attorno a un tavolo»
L’hanno definita “incursione futurista”, i giovani del circolo “Quo Usque Tandem…” della Giovane Italia. Ed effettivamente di vera e propria incursione si può parlare a proposito dell’iniziativa messa in atto ieri, quando un gruppo di membri del circolo, con in testa i dirigenti Ciccio Rizzo, Piero Adamo e Ferdinando Croce, si è recato sui luoghi dell’Inceneritore presso la Zona falcata. L’iniziativa si inserisce nel ciclo denominato “La Città oltre il Muro”, volto alla riscoperta delle zone messinesi ritenute “off limits” per la cittadinanza, quale è l’intera Zona falcata.
«Tramite l’impiego dei manifesti celebrativi del centenario del Futurismo – spiegano Rizzo, Adamo e Croce – di comunissimi attrezzi da lavoro quali nastro adesivo, vernice colorata diluita con acqua (blu, gialla, nera, rossa, bianca) si è voluto abbellire e ravvivare (senza arrecare alcun tipo di danno permanente ai luoghi) quello che è unanimemente ritenuto un ecomostro, ma attorno al quale sembrerebbe essersi definitivamente sopito il dibattito esistente tra chi ne propugnava la demolizione tout court e chi invece si spendeva per una sua virtuosa riconversione».
«L’indagine condotta dal Circolo “Quo Usque Tandem…” – spiegano i dirigenti – non si ferma ad intenzioni dimostrative e/o provocatorie. I giovani, infatti vogliono a questo punto maturare una proposta, perché no un’idea progettuale, e successivamente parteciparla all’intera cittadinanza. L’obiettivo è quello di chiedere al sindaco di Messina, Giuseppe Buzzanca, che oggi si trova a gestire una situazione frutto di errate scelte politiche del passato, la promozione di un tavolo permanente di concertazione, alla presenza degli altri interlocutori istituzionali competenti: in primis, la Commissione consiliare comunale e gli assessori competenti, la Provincia ma anche la Soprintendenza per i Beni Culturali (non si può omettere infatti che incredibilmente l’impianto sorge in adiacenza a due dei bastioni che costituivano il perimetro dell’antica Real Cittadella, e si pone dunque oggi -per non essere stato posto in precedenza- un problema di tutela artistica ed etno-antropologica)».
All’iniziativa hanno aderito Carmelo Briguglio, già consigliere comunale (ex Vince Messina), i rappresentanti di alcune scuole cittadine (Maurolico e Seguenza per tutte), l’associazione universitaria “Atreju-La Compagnia degli Studenti” e l’associazione ambientalista “Fare Verde O.N.L.U.S.-Sezione di Messina” e altri liberi cittadini messinesi. «La questione – concludono Rizzo, Adamo e Croce – appare di estrema attualità anche perché si inserisce nella recente querelle sul mancato scioglimento dell’Ente Porto, che propone una politica di re-industrializzazione della Zona Falcata, rispetto alla quale il Circolo Quo Usque Tandem e le predette associazioni, fatta salva l’attività della cantieristica da effettuarsi in aree e modalità idonee, si dichiarano assolutamente contrari, in adesione peraltro alla ferma e decisa presa di posizione assunta in questi giorni dalla Provincia Regionale di Messina, fatto salva la cantieristica navale che dovrebbe zona falcata ma in altra sede».
S.C.
