Nostra intervista al Dott. Giuseppe Ricceri (Ministero della Salute)
Com’è ormai ampiamente noto, nell’ultimo mese in Messico, in particolare nella capitale Città del Messico si è registrato un notevole aumento di casi di influenza di origine suina. Episodi isolati della malattia sono stati registrati anche negli Stati Uniti. La trasmissione avviene, anche da persona a persona, con le stesse modalità di una normale influenza. Il Ministero della Salute sta seguendo la situazione relativa ai casi umani di influenza suina in Messico e negli Stati Uniti -con estrema attenzione, in raccordo con gli altri Paesi europei, ma senza allarmismi e senza sottovalutazione-, come sottolineato dal Ministro Maurizio Sacconi. Nessun caso registrato in Italia al 27 aprile. Come illustrato dal Sottosegretario alla Salute Prof. Ferruccio Fazio, sono state allertate già dal 24 aprile la rete di controllo Influnet del Ministero, in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità, e le altre strutture per la sorveglianza del virus sul territorio. Gli Uffici di sanità marittima ed aerea del Ministero sono pronti a fornire informazioni per i viaggiatori da e per i due Paesi in cui si sono verificati casi umani di influenza “suina”. Per saperne di più abbiamo contattato il Dr. Giuseppe Ricceri — Dirigente Medico del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali — Settore Salute — Direttore Uffici di Sanità Marittima ed Aerea di Frontiera della Sicilia orientale e della Calabria (USMAF), al quale abbiamo formulato le seguenti domande:
Dott. Ricceri, cos’è l’influenza suina?
L’influenza suina (Swine-flu) è una malattia respiratoria acuta dei maiali causata da virus influenzali del tipo A, che causano abitualmente epidemie di influenza tra i suini, Il virus dell’influenza suina classica (virus influenzale A/H1N1) è stato isolato per la prima volta negli anni Trenta del secolo scorso.
Quali sono le caratteristiche di questo virus?
Come tutti i virus influenzali anche quelli dell’influenza suina mutano continuamente: i maiali possono essere infettati dai virus dell’influenza aviaria così come da quelli dell’influenza suina. Quando virus influenzali di differenti specie animali infettano i suini, i virus possono andare incontro a fenomeni di “riassortimento” e nuovi ceppi che sono un mix di virus umani/aviari/suini possono emergere. La maggior parte dei virus isolati recentemente nei maiali sono stati H1N1.
L’uomo può essere infettato?
I virus dell’influenza suina non infettano normalmente l’uomo. Comunque, possono verificarsi infezioni umane sporadiche con virus influenzali suini. Comunemente questi casi di infezione umana da virus influenzali suini si manifestano in persone con esposizione diretta ai maiali (per esempio lavoratori addetti ad allevamenti e industrie suinicole). La stessa considerazione vale per il virus dell’influenza “aviaria” che primitivamente infetta i volatili e successivamente l’uomo che ha avuto stretti contatti con questi ultimi.
Quali sono i sintomi nell’uomo?
I sintomi dell’influenza suina sono simili a quelli della “classica” influenza stagionale e comprendono: febbre, tosse, sonnolenza, perdita d’appetito. Alcune persone hanno manifestato anche raffreddore, mal di gola, nausea, vomito e diarrea. Può causare un peggioramento di patologie croniche pre-esistenti con complicazioni gravi (polmonite e insufficienza respiratoria) e decessi.
Quanto può essere grave?
Come l’influenza stagionale, l’infezione da virus influenzale suino nell’uomo può presentarsi in forma lieve o grave.
Si può essere contaggiati mangiando carne di maiale?
No, i virus dell’influenza suina non sono trasmessi dal cibo; tuttavia è raccomandato , a titolo precauzionale, cuocere la carne a temperatura interna di 70-80 °gradi. In tal modo si uccide il virus dell’influenza suina, così come gli altri batteri e virus.
Come si trasmette il virus?
I virus influenzali possono essere trasmessi direttamente dai maiali all’uomo e dall’uomo ai maiali. Le infezioni umane con virus influenzali di origine suina si manifestano con maggiori probabilità in persone che hanno contatti ravvicinati con i suini, come negli allevamenti o nelle fiere zootecniche. E’ possibile anche la trasmissione da persona a persona. Si ritiene che ciò accada con le stesse modalità di trasmissione dell’influenza stagionale, cioè attraverso la diffusione di goccioline di secrezioni naso-faringee con la tosse e lo sternuto. Le persone possono anche infettarsi toccando superfici contaminate con secrezioni infette e poi portando alla bocca e al naso le mani. Per questo il lavaggio delle mani è una misura molto importante per ridurre il rischio di infezione
Come si può diagnosticare l’infezione da virus influenzali suini nell’uomo?
Per la diagnosi di influenza suina A è necessario raccogliere un campione di secrezioni respiratorie (tampone nasale o faringeo) entro i primi 4 — 5 giorni dall’inizio dei sintomi (quando è maggiormente probabile che la persona elimini i virus). Comunque, alcune persone e in particolar modo i bambini possono eliminare il virus influenzale per 10 giorni e più. L’identificazione del virus dell’influenza suina richiede l’invio del campione ad un laboratorio di riferimento della rete lnflunet del Ministero della Salute, con il coordinamento dell’istituto superiore di sanità.
Quali farmaci possono essere usati per trattare questo tipo di infezioni nell’uomo?
Sono disponibili diversi tipi di farmaci antivirali per il trattamento dell’influenza: solo oseltamivir (Tamiflu) e zanamivir (Relenza) sono raccomandati per il trattamento / prevenzione dell’influenza umani da virus influenzale suino.
Esiste già un vaccino efficace?
R. Gli esperti sono al lavoro. Il primo passo è conoscere tutte le caratteristiche del virus. Le sta analizzando da il Centro Novartis Vaccines and Diagnostics di Siena diretto da Rino Rappuoli. Dal 1997 lo stesso gruppo di esperti sta lavorando a un vaccino pre-pandemia, basato sul virus H5N1 diffuso nel 1997 a Hong Kong e, grazie all’esperienza accumulata in questi anni, secondo Rappuoli sarà possibile produrre i primi milioni di dosi in meno di sei mesi.
Ci sono state precedenti in merito?
L’epidemia più conosciuta è quella che ha colpito i soldati di Fort Dix, New Jersey (USA), nel 1976, con circa 200 casi tra i soldati presenti nei campo. Il virus influenzale suino isolato dai soldati di Fort Dix fu denominato A/New Jersey/76 (HswlNl). L’episodio fu alla base di una estesa campagna di vaccinazione antinfluenzale nel 1977.
L’ Italia in atto è a rischio di epidemia?
Non può escludersi un rischio epidemico, considerate le potenzialità di questo virus di infettare con più facilità di quello aviario gli animali (suini) e l’uomo anche attraverso il contagio interumano. Tuttavia la rete di allerta anche frontaliera dell’italia è, al momento, in grado di garantire un buon livello di controllo e di protezione nei riguardi di una prospettabile pandemia a livello animale ed umano. E’ importante sottolineare che l’Italia è forse l’unico Paese tra quelli europei che si è dotato di scorte di antivirali sufficienti alla profilassi e trattamento di 30 milioni di persone. Bisogna anche aggiungere che i nostri allevamenti di suini sono in atto esenti da influenza e che non importiamo questi animali dall’estero.
Quali le misure di profilassi raccomandate?
R. A livello di OMS (Organizzazione mondiale della Sanità) sono allo studio le linee guida per la definizione di caso indice e le misure di profilassi generale valide per questo evento pandemico, che in atto costituisce una “emergenza di sanità pubblica”. In attesa di ulteriore evoluzione non sono state messe in atto misure restrittive particolari per i viaggiatori da e per il Mexico e gli USA. Sono state emanate linee guida del Ministero della Salute a tutti gli Uffici sanitari di frontiera marittima ed aeroportuale (USMAF-PIF-UVAC-SASN) e sono disponibili, presso tali Uffici, appositi pieghevoli per l’informazione dei viaggiatori. Rimangono fortemente consigliate alcune norme di profilassi, peraltro elementari e comuni a tutte le malattie a diffusione aerea, quali:
• Lavarsi bene le mani con acqua e sapone o, in assenza, disinfettarle con prodotti a base di ammonio quaternario o soluzioni idroalcoliche (questa pratica, da attuare dopo ogni contatto diretto con persone, animali, oggetti o eventuali secrezioni respiratorie, è la misura più efficace nella prevenzione e diffusione dell’influenza)
• Usare mascherine protettive in caso di contagio personale o di contatto con persone ammalate (i soggetti più a rischio sono i bambini, le persone anziane, defedate o immuno compromesse)
• Non consumare per precauzione carni suine che non siano ben cotte (700 all’interno dell’alimento)
• Consultare, in caso di contatto con un ammalato o un sospetto, una struttura sanitaria (non recarsi mai direttamente al Pronto soccorso!) meglio se il proprio medico o pediatra di famiglia oppure telefonare al numero verde 1500 istituito presso il Ministero della Salute.
