Interventi di “restyling” per il pronto soccorso del Policlinico. Ampliata la sala d’attesa, creata una camera di contaminazione

Interventi di “restyling” per il pronto soccorso del Policlinico. Ampliata la sala d’attesa, creata una camera di contaminazione

Interventi di “restyling” per il pronto soccorso del Policlinico. Ampliata la sala d’attesa, creata una camera di contaminazione

giovedì 06 Maggio 2010 - 12:52

I lavori effettuati in tre mesi sono stati diretti dall’ing. Franco Trifirò

Tre mesi di lavoro per una spesa complessiva di 175 mila euro. Questi i “numeri” necessari per la riorganizzazione del pronto soccorso del Policlinico Universitario dove questa mattina è stato effettuato un simbolico taglio del nastro. Simbolico perché la struttura di primo soccorso di viale Gazzi non ha cambiato la propria collocazione ma è stata semplicamente oggetto di un’attività di “restyling” per adeguarsi agli standard di qualità sulla base di quanto previsto dal decreto per l’accreditamento delle strutture ospedaliere e dall’Ispesl, l’Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza sul lavoro.

“Abbiamo cercato di garantire un alto livello di qualità – ha spiegato il progettista ed ingegnere dei lavori Franco Trifirò – sia per gli utenti che necessitano di interventi di primo soccorso grazie ad un riorganizzazione degli spazi”. Ampliata la sala d’attesa dove è stato installato anche un collegamento audio con la stanza dove viene effettuato il triage così da poter mettere in contatto le parenti e paziente evitando però la vicinanza diretta con chi si è sottoposto alle cure necessarie. La porta automatica è stata sostituita con una “porta tenda” da sollevare al momento necessario e ciò per evitare che eventuali disguidi elettrici causino un rallentamento nell’attività di soccorso.

E’ stato inoltre ristrutturato l’intero impianto di climatizzazione e creata una cosìdetta porta termica, ovvero una “lama d’aria” che, così come spiegato dall’ing. Trifirò, permette di mantenere la temperatura interna. A ciò si aggiunge la creazione di una camera di contaminazione dove potrà essere effettuato un primo lavaggio del paziente che, proprio a causa di un particolare problema, potrebbe contagiare chiunque venga a contatto con lui.

(foto Sturiale)

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