L’irrequieta Ruby: da Letojanni al “bunga bunga”, come nasce il nuovo caso che turba il premier

L’irrequieta Ruby: da Letojanni al “bunga bunga”, come nasce il nuovo caso che turba il premier

L’irrequieta Ruby: da Letojanni al “bunga bunga”, come nasce il nuovo caso che turba il premier

giovedì 28 Ottobre 2010 - 22:56

E’ cresciuta nella provincia di Messina la giovane marocchina balzata agli onori della cronaca in questi giorni. «Dimostrava più della sua età», dicono in paese. E il sindaco Mauro dice: «Sono il suo tutore, deve tornare a Letojanni»

E’ il nuovo, morboso, se vogliamo un po’ squallido caso nazionale. Il caso di Ruby, la 17enne marocchina balzata sulle prime pagine dei giornali per le sue presunte frequentazioni in feste di dubbio “gusto” nella villa di Arcore del premier, Silvio Berlusconi e per l’inchiesta aperta dalla Procura di Milano in seguito alla misteriosa telefonata giunta da Palazzo Chigi che le consenti, nel maggio scorso, di evitare il carcere al quale era destinata per aver rubato in casa di una ragazza. Un caso che trae le sue origini a Messina, nella sua provincia, e più precisamente a Letojanni, dove risiede la sua famiglia: il padre, 56 anni, è un venditore ambulante, la madre, 43 anni, fa la casalinga. Ruby, il cui vero nome è Karima, ha due fratellini di sette e tre anni e una sorellina di sei. Buona parte della famiglia in questi giorni è in Marocco, a Letojanni è rimasto solo il padre, ricoverato in ospedale, secondo quanto raccontano i vicini di casa, per alcuni accertamenti medici dopo avere avanzato richiesta per ottenere un assegno di invalidità.

A Letojanni, è ovvio, non si parla d’altro. E tutti sembrano conoscere e ricordare questa ragazzina diventata famosa per il “bunga bunga” e le sue importanti frequentazioni. «Una ragazza mora, alta, che si faceva notare dimostrando molto più della sua età», la descrizione che se ne fa in paese. Ruby ha lasciato la scuola dopo le medie. «Era una ragazza abbastanza estroversa – ricorda il suo ex professore di francese, Alfonso Lo Turco – già ai tempi della scuola. Del resto cercava di inserirsi in un ambiente che a volte poteva anche essere ostile». Nemmeno quindicenne, dopo essere stata segnalata ai servizi sociali, Ruby scappa di casa e fa sparire le sue tracce. Pochi mesi dopo, Ruby viene fermata dai carabinieri, dopo essere stata denunciata per furto da chi le aveva dato ospitalità: per difendersi racconta di aver subito una violenza sessuale e di essere rimasta coinvolta in un giro di prostituzione. Viene allora affidata alla casa di accoglienza “Santa Maria della strada” di Galati, a Messina, da dove fugge dopo qualche mese. Rintracciata dai carabinieri, stavolta viene affidata alla casa di accoglienza -Il Grillo parlante-.

Il 5 settembre 2009 quella che potrebbe essere stata la “svolta” della sua vita. Risulta tra le premiate del concorso “Una ragazza per il Cinema 2009”, svoltosi a Sant’Alessio Siculo. Presidente della giuria, il direttore del Tg4 Emilio Fede, che insieme a Lele Mora sembrerebbe coinvolto in questa contorta vicenda. Ruby sparisce di nuovo, prima di essere fermata dagli investigatori a Genova e affidata a una comunità protetta, dalla quale si allontana ancora una volta. L’imprendibile Ruby fugge a Milano, dove viene di nuovo arrestata per furto. L’ultimo “avvistamento” di Ruby nel messinese, risale al 25 aprile scorso, in occasione di un raduno motociclistico: fra la folla di appassionati si fa notare per il trucco pesante e gli abiti firmati in compagnia di una signora di circa 45 anni, anche lei molto avvenente ed elegante.

«Agli effetti di legge fino al 2 novembre, quando diventerà maggiorenne – ha dichiarato ieri il sindaco di Letojanni, Giovanni Mauro – sono il tutore di Ruby e pertanto, anche se per pochi giorni ancora, chiederò che la ragazza torni a Letojanni. Sono pronto ad andare di persona a Milano per prenderla. Ormai da quattro anni l’amministrazione paga i servizi sociali per il recupero della giovane e pertanto ha l’obbligo per legge di seguirla sino al compimento della maggiore età».

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