I lavoratori dei servizi sociali, vestiti da angeli, chiedono il pagamento degli stipendi e scrivono a -Babbo Peppino-

I lavoratori dei servizi sociali, vestiti da angeli, chiedono il pagamento degli stipendi e scrivono a -Babbo Peppino-

I lavoratori dei servizi sociali, vestiti da angeli, chiedono il pagamento degli stipendi e scrivono a -Babbo Peppino-

mercoledì 08 Dicembre 2010 - 08:30

Ieri hanno scelto di “aderire” al tema di questo Natale per 2010 per rivendicare gli arretrati, oggi hanno inviato a Buzzanca una lettera -natalizia- dai toni molto duri. All'interno dell'articolo il testo integrale

È polemica aperta tra l’ amministrazione comunale di Messina e i lavoratori dei servizi sociali senza stipendio da almeno due mesi e con la quasi certezza di non riuscire e percepire nulla almeno per tutto il 2010. “Almeno fino a quando il Comune non pagherà le fatture già emesse alle cooperative che solo così potranno pagare i lavoratori – spiega Clara Crocè, segretaria generale della Fp Cgil di Messina-. Così per questi lavoratori che assistono le persone più bisognose della città non ci sono soldi ma si trova il modo di organizzare manifestazioni natalizie con improbabili angeli allocati in giro per la città a ”cantare le lodi del Signore”.

Servirebbe da parte del sindaco un po’ di pudore: a Messina i veri angeli sono i lavoratori che nonostante siano senza stipendio continuano ad assistere i cittadini più bisognosi”.

Questo il nodo della protesta che ha dato lo spunto per la singolare manifestazione.

I lavoratori dei servizi sociali hanno indossato gli abiti alati dei cherubini e hanno inscenato la loro protesta ieri pomeriggio davanti a Palazzo Zanca. “Al sindaco Buzzanca vorremmo ricordare che questo è il Natale degli angeli, senza soldi per pagare le bollette e men che mai per i regali”, conclude Crocé.

E in vista di questo Natale -magro-, i lavoratori dei servizi sociali hanno anche deciso di scrivere una lettera al sindaco Buzzanca, in cui lamentano il disinteresse mostrato sin qui dal primo cittadino, che – a loro dire – continua a sfuggire alle loro richieste.

Ecco il testo integrale della missiva:

«Caro Peppino, ci permettiamo di darti del tu perche’ passiamo più’ tempo con te che con le nostre famiglie, ieri sera hai dimostrato per l’ennesima volta che non sei all’altezza della carica che rivesti.

Eppure in questi mesi abbiamo dimostrato di essere delle persone civili, forse anche troppo.

Caro Peppino in questi mesi hai sempre rifiutato di incontrarci e ci hai costretti a rivolgerci al giudice del lavoro per il riconoscimento degli stipendi, ma per te non sono sufficienti neanche i decreti ingiuntivi, tu sei al di sopra di tutti, anche dei giudici.

Sei il Sindaco di una citta’ che ha perso, anche quest’anno, altri 8 posti nella classifica stilata da alcuni giornali. Ti sei chiesto il perche’?

Mentre da un lato festeggi nozze d’oro, inauguri alberi bianchi, svincoli (che non hai fatto tu), angeli e appendi tronchi umani ai soffitti (per un attimo abbiamo pensato che fosse la festa di Halloween) in quello che tu consideri il tuo palazzo.

Nello stesso tempo affami e lasci per mesi nella disperazione intere famiglie.

Sei talmente umano (come direbbe Fantozzi) che ieri sera ci hai lasciato senza risposte e ci hai lasciate a trascorrere la notte in quel gelido palazzo che da quando Ti sei insediato e’ divenuto ancora più’ gelido.

Pur di non incontrarci hai inventato, insieme alla tue elegantissime e firmatissime guardie del corpo, il gioco delle 3 macchine. Anche questa volta sei fuggito da un’uscita secondaria complimenti Peppino.

Caro Peppino noi siamo tutte donne peraltro innocue non ti abbiamo mai insultato ne aggredito anche se in più’ occasioni ci hai dato validi motivi per farlo.

Comprendfiamo che la nostra fermezza ti abbia potuto sconvolgere non ti aspettavi un esercito di donne capace di tenerti testa. Sappi che non molleremo e non abberemo la testa.

Caro Peppino rivendichiamo diritti e i nostri soldi che ci siamo guadagnati lavorando. Ed e’ per questo motivo che questo Natale ti accompagneremo in ogni dove saremo le tue guardie del corpo, senza griffe, e contribueremo a decorare le strade con le nostre bandiere e con i nostri cori angelici allieteremo il tuo Natale, in fondo, come sempre, il nostro lavoro e’ gratis.

Firmato: Gli angeli disperati e senza stipendio»

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