La Fisascat Cisl, a distanza di qualche settimana dall’accertamento effettuato all’hotel Hilton di Portorosa, torna a parlare di lavoro nero affermando che quella vicenda rappresenta solo uno “spaccato della diffusione di lavoro irregolare nella nostra provincia e anche nelle strutture aziendale di livello nazionale e internazionale.
Questa mattina i dirigenti sindacali della Fisascat Cisl di Messina si sono riuniti in assemblea con i lavoratori che in questi giorni sono stati oggetto di pressioni finalizzate a far sottoscrivere loro un verbale di conciliazione e di rinuncia ad alcune spettanze già maturate piuttosto che avviare la procedura di emersione del lavoro nero, previsto da leggi e contratti, presso gli organismi conciliativi e bilaterali tramite le associazioni di categoria. Un atteggiamento che, secondo la Fisascat Cisl, evidenzia la volontà dell’azienda di dare continuità a una gestione non
regolare dei rapporti di lavoro così come avvenuto sin dall’avvio dell’attività dell’albergo di Portorosa.
La Fisascat, ancora una volta, fa appello alle Istituzioni affinché vengano applicate all’Hilton di Portorosa le norme contrattuali e di legge e siano tutelati e garantiti i lavoratori da eventuali ritorsioni e pressioni messe in atto dai titolari dell’azienda che gestisce la struttura alberghiera.
Su questo punto il segretario della Fisascat Cisl di Messina Pancrazio Di Leo lancia pesanti critiche ai dirigenti della Filcams Cgil e della Confesercenti che si sono prestati a mettere in atto la stessa procedura illegittima e irregolare che la Fisascat Cisl denuncia.
“Difendiamo i diritti dei lavoratori esposti da mesi a un clima pesante e nel contempo – afferma il segretario generale della Fisascat Cisl di Messina, Pancrazio Di Leo – non possiamo sopportare che anche marchi aziendali multinazionali siano produttori di irregolarità di lavoro nero nel
silenzio e nella complicità di tanti soggetti nel territorio. È gravissimo sottovalutare tale aspetto-.
Nella lettera inviata all’Hilton, la Fisascat Cisl denuncia l’improvvisa procedura alquanto anomala avviata dall’azienda con la Filcams-Cgil, e la Confesercenti, quest’ultima non firmataria del CCNL Turismo Catene Alberghiere AICA e, pertanto, non rappresentativa ai fini di qualsiasi verbale di conciliazione sindacale e/o individuale.
La Fisascat Cisl ha, quindi, diffidato l’azienda dal procedere oltre con modalità che porrebbero seri problemi alla procedura e al corretto inquadramento del personale con conseguente impossibilità di sanare le inadempienze di codesta Azienda, già registrate dagli organi ispettivi.
