Lettera aperta di Rosaria Marchetta e Letizia Sauta

Lettera aperta di Rosaria Marchetta e Letizia Sauta

Lettera aperta di Rosaria Marchetta e Letizia Sauta

martedì 15 Settembre 2009 - 11:07

Di seguito riportiamo integralmente la lettera redatta dalle due insegnati precarie in sciopero della fame dallo scorso 11 settembre a Piazza Municipio, in attesa che dai piani alti del potere qualcuno si accorga di loro, in rappresentanza dei 7000 precari che nella sola Regione Sicilia, il saranno “tagliati” a causa della legge 133. Parole semplici, scritte con la disperazione e l’incertezza di chi non sa cosa sarà del proprio futuro e della propria vita, ormai da mesi in balia di promesse e speranze svanite con l’inizio del nuovo anno scolastico.

Le insegnanti però non si danno pervinte e, come detto, si dicono intenzionate a proseguire il digiuno forzato fin quando il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi non decida di intervenire.

Con questa nostra protesta estrema ma non violenta, vogliamo ridare dignità a tutti quei precari che, come noi nonostante decenni di sacrifici (sedi più disagiate e i casi più difficili tra gli alunni certificati), di impegno (l’aver dovuto dimostrare ad ogni cambio di sede le proprie capacità), di diffidenza (essere tacciati per assistiti che gonfiano le spese della scuola) non hanno mai smesso di spendere tutte se stesse nei confronti di quei figli che ci venivano di volta in volta ci venivano affidati, invece di perdere tempo a cercare scorciatoie che ci avrebbero permesso di essere assunte di ruolo, perchè precarie o di ruolo è sempre stata chiara la nostra “missione”.

Nel contempo vorremmo far sapere all’opinione pubblica che le sottoscritte non sono né iscritte ne sono portavoce di nessun partito o sindacato, anche se non possiamo non ringraziare per il loro sostegno e la loro vicinanza il Cip, la Flc-Cgil, l’Osservatorio Scuola della città di Messina, il Nolu e tutti i presidi di Messina e cittadini che non ci hanno fatto mai mancare la loro solidarietà.

Vogliamo inoltre farci voce di tutti quegli alunni diversamente abili e alle loro famiglie che vedono sempre più trasformare i loro figli da RISORSE ad EMARGINATI che saranno sempre più di intralcio alla già difficile gestione della didattica scolastica, grazie anche all’aumento degli alunni in classi con la presenza di alunni certificati e all’insegnante unico.

In più quando si dice che:

– l’insegnante di sostegno deve essere un freddo rapporto di uno a due, nonostante si certifichino ormai solo i casi più gravi che necessiterebbero quasi sempre il rapporto 1 a 1

– i posti di sostegno sono assegnati all’istituzione scolastica e non all’alunno

– la distribuzione delle ore è autonomia delle scuole

NON SI FA ALTRO CHE CALPESTARE IL DIRITTO ALLO STUDIO DI QUESTI NOSTRI FIGLI, MA ANCOR PEGGIO LA LORO DIGNITA’. E vorremmo concludere ringraziando per la sensibilità sempre dimostrata nei confronti dei più deboli, e oggi a noi precari della scuola, da Monsignor Montenegro Vescovo di Agrigento.

Letizia Sauta e Rosaria Marchetta

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