Il Capo del Genio Civile soddisfatto per come la “Messina alluvionata” ha risposto alla prima vera ondata di maltempo. Almeno nelle zone in cui i cantieri sono stati aperti: «I maggiori problemi, come previsto, al torrente Divieto, dove ancora non siamo intervenuti. Il progetto finanziato solo la scorsa settimana». E su Bertolaso: «Senza risorse non si può andare avanti, lo Stato è assente»
Una giornata, ma soprattutto una mattinata d’allarme quella vissuta ieri a Messina ed in particolare sul versante ionico della provincia. La notevole quantità d’acqua piovuta sulla città dello Stretto ha infatti mandato in “tilt” la popolazione, ripiombata nel giro di qualche istante nell’incubo 1.ottobre. Timori più che giustificati ripensando alle 37 vittime di Giampilieri, Briga. Altolia, Molino, Scaletta, ma fortunatamente senza conseguenze. Nelle zona sud di Messina e nel vicino comune di Scaletta Zanclea, sulla scorta delle previsioni, non certo rosee, delle ultime giornate, è infatti immediatamente scattata la macchina dell’emergenza e nei punti “caldi” del territorio la situazione è complessivamente rimasta sotto controllo.
Il temporale di ieri, insomma, prima forte ondata di maltempo di un inverno che si prospetta ancora lungo e non certo facile da affrontare sotto il punto di vista psicologico ed emotivo, ha rappresentato una sorta di «collaudo in corso d’opera». Questa l’espressione utilizzata dal Capo del Genio Civile Gaetano Sciacca, con cui al termine della giornata abbiamo fatto il punto della situazione: «Ho appena terminato i sopralluoghi nelle zone interessate dall’alluvione dello scorso anno (quando parliamo sono le 21.30 ndr) – spiega – e devo dire con soddisfazione che il nostro martoriato territorio ha resistito bene alla potente ondata di pioggia. Segno dunque che gli interventi effettuati finora stanno dando i loro frutti, almeno per quanto concerne quelli di nostra competenza».
Il “numero uno” del Genio Civile, che lo scorso mese di maggio ha presentato alla Regione ben 36 progetti, solo 17 quelli già finanziati, ripercorre con noi le tappe del suo tour serale, soffermandosi qualche attimo in più sulla situazione del Torrente Divieto, a Scaletta: «Il Divieto, a differenza del Racinazzi o del Saponarà dove in parte siamo già intervenuti, è quello che ha creato i maggiori problemi perché finora il progetto non era stato autorizzato. L’ok da Palermo (importo complessivo dei lavori 2.400.000 milioni) è giunto solo la scorsa settimana. La gara d’appalto è stata già espletata e finalmente siamo pronti a partire». I ritardi accumulati nell’apertura dei cantieri hanno dunque determinato i maggiori problemi a Scaletta, dove però la situazione è sempre rimasta sempre sotto controllo grazie anche all’immediato intervento delle ditte già presenti sul posto perché impegnate in altri lavori.
Un bilancio positivo, quindi, quella tracciato da Sciacca, che aggiunge: «Durante i sopralluoghi sono stato accompagnato dalle persone che abitano in quelle zone, dai componenti dei vari comitati, che nonostante l’iniziale paura si sono comunque mostrati abbastanza fiduciosi rispetto a quanto fatto finora. La preoccupazione che tutti hanno manifestato ha invece riguardato il funzionamento delle sirene, a Giampilieri entrate in funzione al termine dell’emergenza e in altre zone addirittura non attivate. La popolazione vuole capire bene il meccanismo in modo da evitare nuove situazioni di panico».
Ma il “pensiero della sera- l’Ing Sciacca lo rivolge al Capo della Protezione Civile Guido Bertolaso: «Siamo soddisfatti delle resistenza mostrata dal territorio ma – ribadisco – non siamo certamente fuori pericolo. E’ nel dire questo mi rivolgo, ancora una volta, a Bertolaso: ora più che mai servono i finanziamenti che ci permettano di portare avanti in modo organico, e non con il contagocce, i lavori di messa in sicurezza, altrimenti sarà tutto inutile. In altre situazioni di emergenza lo Stato è stato subito presente e soprattutto non ha fatto mancare il sostegno economico. A Messina invece se ne continuare a registrare una cronica e assordante assenza».
Per le foto sugli allagamenti di Scaletta e sul torrente Divieto si ringrazia Irene Falconieri. Scatti Giampilieri Dino Sturiale. Su photogallery altre immagini
