Un’inesistente donazione da 100mila euro che non trovava il destinatario e che sarebbe stato un peccato non consegnare; un falso debito non saldato dal figlio che rischiava la denuncia o un inventato incidente stradale al nipote che aveva bisogno di cure immediate. Sono alcuni dei fantasiosi raggiri realizzati da una coppia di messinesi ai danni di pensionati di Catania, che il gip etneo definisce simili a quelli messi in atto da Totò e Nino Taranto nel film ‘Totòtruffa 62’.
Uno dei due truffatori, Vito Rizzo, di 39 anni, è stato arrestato dai carabinieri della Compagnia Piazza Dante. Nei tre imbrogli scoperti dai militari dell’Arma i due indagati avrebbero rubato complessivamente 9.300 euro.
Secondo l’accusa Rizzo, con un complice in corso di identificazione, avrebbe proposto a un anziano fermato per strada fingendo di essere il direttore di una grande fabbrica alla ricerca di medico al quale il padre doveva fare una donazione da 100 mila euro e si diceva pronto a consegnarne 50 mila a chi lo avesse aiutato. In cambio il pensionato avrebbe dovuto anticipare le spese per il disbrigo delle pratiche. Una volta ricevute 1.500 euro dall’anziano i due sono fermati davanti a una tabaccheria e con la scusa di dovere comprare delle marche da bollo sono fuggiti.
Truffata anche l’anziana madre di un esponente delle forze dell’ordine. A lei Rizzo aveva detto di essere caro amico di suo figlio in quel momento impegnato in una delicatissima operazione investigativa e quindi non rintracciabile.
Le spiegava che suo figlio gli era debitore di 1.000 euro per l’acquisto di un computer e che lo stesso gli aveva chiesto di rivolgersi alla madre per saldare il dovuto. Accompagnatala a casa, mentre l’anziana contava i risparmi che teneva nascosti l’ha spintonata, facendola sbattere contro un mobile, rubandole 4.00 euro.
Lo scorso luglio l’indagato avrebbe fermato per strada un’altra anziana signora riferendole che il nipote aveva avuto un incidente stradale sulla circonvallazione a Catania e che gli doveva 3.800 euro di danni. Fingeva, quindi, di passarglielo sul cellulare quando a rispondere era il complice che la invitava a pagare. L’anziana si è recata in banca ha prelevato la somma richiesta e l’ha consegnata al truffatore. Ovviamente al suo rientro a casa ha incontrato il vero nipote ignaro di tutto.
