Montepiselli, sospesa la concessione edilizia per il “fratello minore” dell’Aralia

Montepiselli, sospesa la concessione edilizia per il “fratello minore” dell’Aralia

Montepiselli, sospesa la concessione edilizia per il “fratello minore” dell’Aralia

giovedì 20 Maggio 2010 - 22:01

Il progetto della Per.Edil srl di cui avevamo scritto ad inizio aprile è stato uno dei primi ad essere bloccati dal Comune dopo il provvedimento di Buzzanca e Corvaja. Ne ripercorriamo alcuni passaggi dell’iter. Il Genio civile ne aveva condizionato l’approvazione alla messa in sicurezza del costone. E l’area dove dovrebbe sorgere, prima della Variante al Prg, non era edificabile

“Il cemento non si ferma mai”, scrivevamo agli inizi di aprile a proposito dell’ennesimo progetto edilizio, quello che avevamo definito il “fratello minore” dell’Aralia. Una palazzina di sei piani fuori terra più due piani seminterrati e piano sottotetto, in corso di realizzazione da parte dell’impresa Per.Edil. srl del costruttore Vincenzo Pergolizzi, la stessa che tirò su anni prima l’imponente complesso Aralia. E invece il cemento dovrà gioco forza fermarsi, per almeno 60 giorni. Una delle prime sospensioni di concessioni edilizie stabilite dal Comune dopo il provvedimento emanato il 17 maggio scorso dal sindaco Giuseppe Buzzanca e dall’assessore all’Urbanistica Giuseppe Corvaja riguarda proprio l’edificio di via Ducezio del quale avevamo ricostruito i controversi passaggi. Adesso per il progetto “in variante” si dovrà procedere ad una verifica della «sussistenza delle condizioni necessarie al mantenimento della concessione edilizia, relativamente alla esistenza delle opere di urbanizzazione primaria idonee, alla verifica della ricadenza o meno del terreno in zona ipotizzata o divenuta a pericolosità o a rischio idrogeologico, ma non ancora inserita nel Pai». Si dovrà verificare anche «la persistenza di idonea viabilità, l’inesistenza di rischi alla pubblica e privata incolumità, l’idoneità geognostica del terreno interessato all’opera e delle zone limitrofe, l’idoneità a sopportare ulteriore carico urbanistico, la corretta conduzione dei cantieri». Il provvedimento di concessione edilizia, alla luce di tutto questo, potrà essere riesaminato anche alla presenza del Genio Civile e della Forestale.

In realtà il progetto di Montepiselli è già stato sottoposto all’attenzione del Genio Civile. L’ingegnere capo Gaetano Sciacca, il 14 luglio 2009, aveva rilasciato l’autorizzazione, ma per la costruzione di un fabbricato di tre piani, da adibire a villa unifamiliare. Qualche mese dopo lo stesso ufficio del Genio Civile si ritrovò invece sul tavolo un progetto in “variante”, nonostante nell’istanza di deposito inoltrata a giugno la dicitura “variante” non comparisse da nessuna parte. Così da tre i piani passavano a sei più annessi e connessi. A quel punto Sciacca ha sottolineato che l’area in cui avrebbe dovuto sorgere il nuovo complesso era stata interessata da movimenti franosi, chiedendo dunque alla ditta, con una nota del 1. marzo scorso, di adottare gli interventi necessari alla messa in sicurezza. E subordinando l’inizio dei lavori di costruzione del fabbricato al completamento di tutte le opere di sistemazione del terreno.

Va ricordato che persino il geologo di parte incaricato dalla ditta per la relazione geologico-tecnica, Sergio Dolfin, aveva sollevato perplessità sul progetto. Scrivendo che «nelle condizioni attuali, il sito non è idoneo» ed esprimendo «parere contrario all’edificazione ed ai conseguenti nuovi carichi sul pendio». Soltanto il progettista e direttore dei lavori, l’arch. Giuseppe Falzea, aveva “smentito” le perplessità, dichiarando per iscritto che «l’opera progettata, in variante planimetrica, non è in contrasto con i vincoli gravanti sull’area ed in particolare è stata redatta nel rispetto della legge sulla compatibilità geomorfologica, dei decreti Arta del 2000 e del 2002, compresa l’integrazione del Piano straordinario per l’assetto idrogeologico, della legge sulla distanza da battigia, laghi e boschi, della legge sulla distanza dai corsi d’acqua, della legge sulla protezione dei pozzi e riserve idriche».

Manco a dirlo, l’area di Montepiselli interessata dal progetto corrisponde con uno dei tanti “francobolli” che, in sede di approvazione della Variante generale al Piano regolatore, hanno stravolto il piano stesso. In origine, infatti, era una zona “F2”, Parco urbano, destinata «a parco pubblico attrezzato urbano e territoriale, in cui è esclusa qualsiasi edificazione salvo padiglioni per biblioteca, musica, locali per servizi igienici, bar-ristori, cabine elettriche ed idriche, ripostigli e depositi». Con la Variante al Prg diventò “B4c”, cioè zona edificabile fino a 21,70 metri d’altezza con sei piani fuori terra, per via di un emendamento inizialmente presentato dal commissario ad acta della Regione, Salvatore Fazio, e bocciato dal consiglio comunale, poi riproposto sotto forma di osservazione di un privato e solo a quel punto approvato dall’aula. Ma oggi, per almeno 60 giorni, la gru dovrà fermare i motori.

(correlato l’articolo dell’aprile scorso)

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